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USA/ 2. Wall Street ringrazia Obama e si prepara al "panettone"

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Questo rosso è andato a scaricarsi su un bilancio pubblico già a livello di guardia a causa - anche, ma non solo - delle spese militari (Iraq e Afghanistan). Ora quel debito ha raggiunto dimensioni non più tollerabili e va in qualche modo riportato sotto controllo. Una via è già stata individuata: la Federal Reserve sottoscriverà le prossime emissioni di bond del Tesoro. Ma questa manovra non basta, anche perché è una mina inflazionistica: di fatto si stampano dollari e non si può esagerare. Dunque la commissione composta da dieci rappresentanti democratici e otto repubblicani incaricata di formulare delle proposte per tagliare il debito, dovrà lavorare di fantasia. Dovrà farlo in fretta (i lavori si concluderanno in quattro settimane) e dovrà soprattutto tener conto della nuova aria che si respira nel Paese.

 

Dei seri ostacoli incontrerà anche il progetto di Obama di riforma fiscale, mirata a ridurre (o eliminare) i vantaggi introdotti dalla precedente amministrazione per i redditi più alti. Su questo tema è facile prevedere che i repubblicani, e in particolare l’ala più determinata tipo tea party, si faranno forti del risultato ottenuto il 2 novembre.

 

Ma c’è un terzo punto da seguire con attenzione, forse anche più significativo dei precedenti. Obama nei primi due anni del suo mandato ha trattato le grandi banche, la finanza, in generale Wall Street come lo sterco del diavolo. Un po’ perché questo riflette le sue convinzioni, e un po’ perché, da abile politico e comunicatore, sa che questo è un sentimento assai diffuso nel Paese, e lui si è messo in sintonia.

 

Con i repubblicani in maggioranza, sarà molto più difficile parlare di vincoli alle banche e ai banchieri, di rivincita dell’economia reale sui venditori di fumo della finanza. Il presidente dovrà parlare e agire con cautela, con molta moderazione. Wall Street l’ha capito. E infatti tutti prevedono che il mercato in genere, in particolare il comparto finanziario, vivrà un Natale sereno.

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