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Esteri

IL CASO/ Dagli Usa i figli sosia capaci di rendere “inutili” i genitori

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C’è, però, qualcosa di patologico in una cultura che tende all’omologazione persino nei tratti somatici. Una società in cui tutti si assomigliano secondo criteri e parametri predeterminati, è qualcosa che fa venire i brividi, e più che ricordare le farneticazioni eugenetiche naziste del Neue Mensch, richiama le profezie distopiche di Aldous Huxley. Sembra l’avveramento del New Brave World, romanzo del 1932, nel quale si preconizzava la produzione in serie applicata anche alla riproduzione umana, attraverso la fecondazione artificiale.

 

Fortunatamente, per ora, la scienza non è ancora giunta al livello delle aberrazioni genetiche huxleyane, e la clonazione ai fini riproduttivi è ancora vietata in tutto il mondo, per cui la CCB Donor Look-a-Likes™ si riduce, in realtà, a poco più che un’esagerazione pubblicitaria.

 

Per una volta tanto possiamo essere d’accordo con il laicissimo, e quindi insospettabile, Los Angeles Times, che, dopo aver bollato l’iniziativa della California Cryobank come «incredibilmente stupida», ha aggiunto: «Se qualcuno desidera un figlio che assomigli a una celebrità, forse non è ancora davvero pronto per essere un genitore». Non si può dargli torto. 

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COMMENTI
08/11/2010 - geni attori e genitori (Antonio Servadio)

Probabilmente la maggior parte di chi legge questo sito web, compreso l'autore dell'articolo concorda con lo "statement" del Los Angeles Times, secondo cui «Se qualcuno desidera un figlio che assomigli a una celebrità, forse non è ancora davvero pronto per essere un genitore». Tuttavia reputo controproducente proteggersi da dubbi e inquietudini con queste risposte, peraltro sane, oltre che apparentemente risolutive. I fatti parlano chiaro, le iniziative del genere di quella sopra esposta si moltiplicano e si evolvono sempre più, da un paio di decenni a questa parte. Inoltre, per fare un altro esempio, con parecchi anni di ritardo rispetto agli USA, ora anche nella vecchia Italia varie coppie gay ordinano il "baby" all'estero e lo importano, "pret a porter", grazie a inseminazioni artificiali, uteri in affitto etc. I casi non sono limitati a quelli che troviamo sui rotocalchi. Il punto è che di genitori sempre meno "genitori" e sempre più "pronti" (in un senso opposto a quello di cui sopra) ce ne sono sempre di più. Tornando all'articolo, potremmo scherzare chiamandoli "geni attori". Infine una precisazione pignoleggiante. Tutto quello che siamo (facciamo, crediamo...) in qualche misura influenza anche il DNA (regolazione genica) e di questa influenza una parte è trasmissibile nella linea germinale. Trattasi di epigenetica, un campo di studio non nuovo ma ancora poco compreso, per via del forte influsso che tutti abbiamo subito col Darwinismo e la genetica classica....