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Esteri

UK/ Il vescovo anglicano: ecco perché gli inglesi si sentono sempre più cattolici

Il vescovo anglicano Edwin BarnesIl vescovo anglicano Edwin Barnes

 

 

Nel 1992 la Chiesa anglicana, attraverso il Sinodo generale, ha deciso di procedere con l’ordinazione delle donne-prete. Molti di noi hanno sentito che questa era una decisione che andava oltre la competenza di una piccola parte della Chiesa universale. Infatti la Chiesa anglicana si è sempre detta parte della Chiesa «Una, Santa, Cattolica e Apostolica». Era tuttavia possibile continuare a rimanere nella Chiesa anglicana, dal momento che la nostra Chiesa aveva deciso che la questione non era definita una volta per tutte. Si diceva che noi ci trovavamo in un periodo di «transizione». Eventualmente avremmo potuto decidere che ci eravamo sbagliati, e nel frattempo sono stati designati alcuni vescovi (uno dei quali ero io) per amministrare le parrocchie e le singole persone che non potevano accettare le donne-prete. Ora, avendo deciso di consacrare alcune donne-vescovo, non c’è più spazio per alcun dubbio, e tutt’al più avremmo potuto consentire una tolleranza «a denti stretti».
 

Che ruolo hanno giocato le prese di posizione di Benedetto XVI nella sua conversione?

L’Anglicanorum Coetibus (il documento di Ratzinger rivolto agli anglicani che si convertono al cattolicesimo, Ndr) mi è sembrata un’offerta molto generosa da parte del Santo Padre, in risposta alle richieste degli Anglicani, e che io dovevo prendere molto seriamente. Ho visto per la prima volta Papa Benedetto a Fatima all’inizio di quest’anno; e la sua visita in Inghilterra ha rafforzato la mia convinzione di trovarmi di fronte a un autentico Padre in Dio. Credo che siano state le preghiere de Cardinal Newman, piuttosto che la sua attuale beatificazione, ad avere portato molti di noi verso la Chiesa cattolica.
 

Come vive il suo rapporto con l’autorità del Papa e con la sua infallibilità?


COMMENTI
18/12/2010 - argomenti teologici ed esperienza umana (attilio sangiani)

Il tema delle ordinazioni presbiterali ed episcopali di donne ( e gli omosessuali ? )ritorna ogni tanto anche tra i cattolici. A volte come riflesso di accuse di "maschilismo" provenienti da settori laicisti e femministi,che fanno breccia tra fedeli poco provveduti o troppo pronti ad accogliere le critiche provenienti da non credenti.La mia esperienza di oltre 50 anni spesi nella Chiesa,da laico,e gli studi fatti in varie occasioni ( come la frequenza del "dipartimento di Scienze Religiose" della U.C. del Sacro Cuore ,di Milano,dopo la laurea in giurisprudenza );oppure la presidenza di A.C. diocesana,nonchè la fondazione e direzione del settore caritativo più discusso ed esposto agli attacchi laicisti,che è quello del Centro di Aiuto alla Vita e del Movimento per la vita,mi hanno condotto a formulare una ipotesi teologica. Cioè un tentativo di comprensione razionale di dati di fede o di costante magistero,fin da quello del Maestro: " il Verbo Creatore ha affidato alla femmina dell'uomo il ministero della vita corporale,ovvero della "carne" in senso biblico. Non in via esclusiva ( come è ovvio ),ma indubbiamente principale. Invece il Verbo Incarnato ( sempre la seconda Persona della Trinità Divina, rivelata )ha attribuito al maschio dell'uomo,in via principale ma non esclusiva,il ministero della "Vita soprannaturale". A complicare l'accostamento al problema,purtroppo,gioca la incomprensione del vero significato di "MINISTERO",che è SERVIZIO e non POTERE.Lavanda dei piedi.....