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UK/ Il vescovo anglicano: ecco perché gli inglesi si sentono sempre più cattolici

Pubblicazione:venerdì 17 dicembre 2010

Il vescovo anglicano Edwin Barnes Il vescovo anglicano Edwin Barnes

 

 

Nelle questioni relative ai Sacramenti, è sempre meglio prendere il percorso più sicuro. Nel momento in cui dovessero essere ordinate delle donne vescovo, come potremo essere certi della validità dell’ordinazione dei sacerdoti da parte loro? La Chiesa anglicana stessa ha detto che l’ordinazione delle donne è ancora un problema aperto; e tuttavia continua a comportarsi come se avesse, in completa autonomia, risolto la questione.
 

Nei Cori da la Rocca, Eliot ha descritto la crisi drammatica della Chiesa. Fino a che punto la sua lettura è ancora attuale?

 

C’è un numero di preti in continuo calo, nonostante l’afflusso delle donne ordinate. Le parrocchie stanno per essere chiuse o amalgamate. E i nuovi seminaristi sono sempre più spesso anziani in pensione o cinquantenni. In molti fanno i preti part-time, e sembrano non prendere in minima considerazione i sacrifici che dovrebbe comportare il ministero. Al contrario, tra quanti cercano di entrare a far parte dell’Ordinariato (la struttura riservata a quanti vogliono diventare cattolici, Ndr) ci sono molti giovani sacerdoti che sono pronti ad abbandonare le loro case e i loro stipendi. Temo che entro un tempo molto breve Chiesa anglicana e Chiesa inglese smetteranno di essere sinonimi, e non riuscirà più a fornire il ministero pastorale in tutto il Paese.


Fino a che punto i cattolici inglesi sono ancora considerati cittadini di serie B?

 

Il grande successo del movimento anglo-cattolico è stato il fatto di rendere il cattolicesimo possibile per gli inglesi. Un tempo, la Chiesa cattolica era vista come un corpo alieno, composto in larga parte da irlandesi venuti qui in cerca di lavoro e governato dagli italiani. Oggi le cose sono molto cambiate; e prego perché l’Ordinariato aiuti molte persone a vedere la Chiesa cattolica come la Chiesa della nostra Nazione. Questo richiederà tempo; ma credo che accadrà.


(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
18/12/2010 - argomenti teologici ed esperienza umana (attilio sangiani)

Il tema delle ordinazioni presbiterali ed episcopali di donne ( e gli omosessuali ? )ritorna ogni tanto anche tra i cattolici. A volte come riflesso di accuse di "maschilismo" provenienti da settori laicisti e femministi,che fanno breccia tra fedeli poco provveduti o troppo pronti ad accogliere le critiche provenienti da non credenti.La mia esperienza di oltre 50 anni spesi nella Chiesa,da laico,e gli studi fatti in varie occasioni ( come la frequenza del "dipartimento di Scienze Religiose" della U.C. del Sacro Cuore ,di Milano,dopo la laurea in giurisprudenza );oppure la presidenza di A.C. diocesana,nonchè la fondazione e direzione del settore caritativo più discusso ed esposto agli attacchi laicisti,che è quello del Centro di Aiuto alla Vita e del Movimento per la vita,mi hanno condotto a formulare una ipotesi teologica. Cioè un tentativo di comprensione razionale di dati di fede o di costante magistero,fin da quello del Maestro: " il Verbo Creatore ha affidato alla femmina dell'uomo il ministero della vita corporale,ovvero della "carne" in senso biblico. Non in via esclusiva ( come è ovvio ),ma indubbiamente principale. Invece il Verbo Incarnato ( sempre la seconda Persona della Trinità Divina, rivelata )ha attribuito al maschio dell'uomo,in via principale ma non esclusiva,il ministero della "Vita soprannaturale". A complicare l'accostamento al problema,purtroppo,gioca la incomprensione del vero significato di "MINISTERO",che è SERVIZIO e non POTERE.Lavanda dei piedi.....