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SIMONE RENDA/ Bancario muore in un carcere messicano. Poliziotti e magistrati rinviati a giudizio in Italia

Otto cittadini messicani sono stati rinviati a giudizio per l’omicidio di un bancario di Lecce, morto in carcere dopo esser stato sottoposto a trattamenti disumani.

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I - Otto cittadini messicani sono stati rinviati a giudizio per l’omicidio di un bancario di Lecce, morto in carcere dopo esser stato sottoposto a trattamenti disumani.


Simone Renda, un bancario di 34 anni, morì in un carcere messicano il 3 marzo del 2007. Il decesso avvenne a causa dei trattamenti disumani e degradanti ai quali fu sottoposto. Arrestato per un presunta infrazione amministrativa, rimase in cella per 42 ore consecutive senza acqua, cibo e luce.

Colpito da un infarto, il primo marzo, fu lasciato senza assistenza. Era stato arrestato per atti contrari alla pubblica decenza; per essere uscito dalla propria camera d’albergo in mutande in cerca  d'aiuto. Ora otto persone, tra magistrati e poliziotti messicani, sono stati rinviati a giudizio dal gup del Tribunale di Lecce, Vincenzo Brancato, con l’accusa di omicidio volontario.


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