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Esteri

DIARIO HAITI/ Chiara (medico): quella bellezza che supera macerie e malattie - GUARDA IL TG

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Sabato 11 dicembre, quando la situazione si è fatta piu tranquilla, al mattino presto siamo scesi Omero e io, per dare il cambio e ci siamo fermati fino a lunedì mattina, partendo prima dell’alba, perche si annuciavano nuovi disordini, che ci avrebbero impedito di attraversare la città e arrivare a casa. Che desolazione vedere le strade piene di pietre, tutte nere per il fumo delle barricate, tanto da sembrare riasfaltate di recente, i cassonetti della spazzatura rovesciati, per chiudere il passaggio. Siamo rimasti commossi al vedere che quasi tutte le infermiere sono riuscite ad arrivare, anche a piedi, per mancanza dei tap tap, gli abituali trasporti.

 

I malati continuano ad arrivare, anche se forse meno gravi, ma alcuni hanno più resistenza a migliorare rapidamente. Abbiamo anche una giovane mamma, con il piccolo di tre mesi a casa, abbiamo detto alla nonna di portarlo per l’allattamento a intervalli, perché era meglio per il bimbo e per la madre. Siccome sono ligi alle regole, hanno lavato le mani col disinfettante anche al piccolo! C’è sempre un gran daffare con i secchi e le disinfezioni, specie durante la notte, il vociare dei guardiani, e il rumore dei secchi dopo il richiamo a depussan (il famoso due per cento per disinfettare scariche e vomiti).

 

Ci si abitua a tutto, ma che compassione vedere questa umanità sofferente e nuda di fronte al “bisogno” ridotto al suo estremo. Arriva anche gente con ferite, si fa un po’ tutto ed è bello pensare che questo centro è nato per un servizio alla gente che suor Marcella serve. Di notte a volte si sentono spari. Per la gente è normale. Al mattino ci dicono che erano dei ladri, che hanno rubato e ucciso tre persone, poco distante, non c’entravano con le rivolte per le elezioni.