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L'INTERVISTA/ Il ministro turco: riformiamo lo Stato per dare più libertà ai cristiani

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Il monastero turco di Sumela riaperto da Erdogan  Il monastero turco di Sumela riaperto da Erdogan

«Le riforme per incrementare la libertà religiosa dei cristiani in Turchia sono importanti nell'ottica di una trasformazione del Paese, ma ancora più importante è il cambiamento di mentalità dei cittadini musulmani». E il governo turco di Recep Tayyip Erdogan si sta impegnando in entrambe le direzioni, come rivendica in un’intervista a Ilsussidiario.net il ministro degli Affari europei e capo negoziatore della Turchia, Egemen Bagis. Tra le novità un inasprimento delle pene per il reato di discriminazione contro le minoranze religiose, una campagna per favorire la tolleranza e la riapertura di chiese e monasteri chiusi da un centinaio di anni. Un’intervista, quella rilasciata da Bagis , che tocca temi scottanti come i rapporti tra Islam, Stato e società, la lotta al terrorismo fondamentalista, i rapporti con l’Unione europea, le rivelazioni di Wikileaks e la rottura dei rapporti diplomatici con Israele.

 

Ministro Bagis, in che modo il governo turco si sta impegnando per tutelare la libertà religiosa dei cristiani?

 

La libertà religiosa è saldamente garantita dalla Costituzione e dall'attuale legislazione. In linea con la nostra tradizione di tolleranza religiosa, ci stiamo occupando dei problemi dei nostri cittadini appartenenti a diverse fedi religiose, con i quali è in corso un dialogo continuo e costruttivo. Il Gruppo di Monitoraggio per le Riforme, composto da quattro Ministri, vale a dire il Ministro per gli Affari Europei e Capo Negoziatore, il Ministro degli Affari Esteri, il Ministro della Giustizia e il Ministro dell'Interno, è diventato uno strumento molto attivo e un importante meccanismo nella supervisione del processo di riforma politica.
 

Il nostro Governo ha stabilito un dialogo diretto con i nostri cittadini di fedi e credenze diverse. Si tengono riunioni periodiche con i rappresentanti delle comunità religiose per affrontare i loro problemi. Queste comunità comprendono ebrei, siriani cattolici, siriani ortodossi, armeni ortodossi, greci ortodossi, bulgari ortodossi, georgiani cattolici, armeni cattolici, armeni protestanti, cattolici caldei e cattolici latini. Quest'anno si sono tenute due riunioni generali che hanno visto la partecipazione dei rappresentanti di 11 diversi gruppi religiosi.
 

Una circolare su questo tema è stata emanata dal Primo Ministro Erdogan nel maggio 2010. Egli ha dato disposizioni alla burocrazia di trattare con compassione i problemi dei nostri cittadini di diverse fedi.
 

C'è stato un considerevole progresso in termini di rafforzamento del clima di tolleranza e di comprensione reciproca. Una cerimonia religiosa si è tenuta il 15 agosto 2010 a Maçka, Trabzon, nello storico monastero di Sumela, che era rimasto chiuso per 88 anni. Un'altra cerimonia religiosa si è tenuta il 19 settembre 2010 nella chiesa armena di Surp Hac, sull'isola di Akdamar nel lago di Van. Queste cerimonie si sono tenute dopo decenni. A Sumela, la cerimonia religiosa è stata officiata dal Patriarca Bartholomeos il quale ha affermato di essere molto lieto di prendere parte ad un evento storico che simboleggia pace e tranquillità per l'umanità.
 

Tra i recenti sviluppi, in conformità con la sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo, c'è stata la decisione, presa all'unanimità dall'Assemblea delle Fondazioni, di trasferire l'orfanotrofio di Büyükada al Patriarcato greco-ortodosso. L'orfanotrofio è stato ceduto al Patriarcato il 29 novembre 2010.

 

E che cosa intendete fare contro le discriminazioni ai danni dei cristiani?



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