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L'INTERVISTA/ Il ministro turco: riformiamo lo Stato per dare più libertà ai cristiani

Pubblicazione:mercoledì 22 dicembre 2010

Il monastero turco di Sumela riaperto da Erdogan Il monastero turco di Sumela riaperto da Erdogan

 

 

Nel frattempo, la task force antidiscriminazione, istituita dal Gruppo di Monitoraggio per le Riforme, sta preparando una legge quadro, in conformità con l'acquis comunitario, contenente le definizioni di discriminazione diretta e indiretta; sta conducendo uno studio per aumentare le pene per i reati a sfondo discriminatorio, inoltre, sta iniziando una campagna nazionale contro la discriminazione.


Il Patriarcato greco-ortodosso esercita le sue funzioni nelle sue proprietà, provvede al mantenimento delle sue chiese ed è trattato con il massimo rispetto. Il Patriarcato svolge le sue attività religiose liberamente. Inoltre, conduce rituali religiosi in importanti luoghi, in varie parti della Turchia.
 

Non c'è nessuna interferenza da parte delle autorità turche nella nomina del clero all'interno del Patriarcato. I metropoliti stranieri avranno l'opportunità di essere nominati membri nel Santo Sinodo del Patriarcato. Alcuni metropoliti greco - ortodossi non turchi, che fanno parte del Patriarcato, hanno fatto domanda per ottenere la cittadinanza turca. Finora dodici di loro l'hanno ottenuta. Le riforme sono importanti nell'ottica del cambiamento, ma ancora più importante è il cambiamento di mentalità in Turchia. Negli ultimi otto anni, è emersa in Turchia una società più tollerante.

 

Che cosa farete per rendere cristiani e musulmani uguali sotto tutti i punti di vista, e non solo sulla carta?

 

Il nostro Governo e le nostre istituzioni continueranno i loro sforzi per migliorare la protezione della libertà religiosa e il pieno godimento di tutti i diritti e le libertà fondamentali da parte di tutti gli individui senza discriminazioni. Continueremo a portare avanti un dialogo costruttivo con i nostri cittadini di diverse fedi religiose e faremo del nostro meglio per occuparci dei loro problemi attuali. Oggi, in Turchia, esistono 315 luoghi di culto appartenenti ai nostri cittadini di fedi diverse, compresi 85 tra chiese, sinagoghe e monasteri. Questi luoghi di culto sono amministrati dalle loro rispettive associazioni o fondazioni.


Il Consiglio delle Fondazioni, il massimo organo decisionale del Direttorato Generale per le Fondazioni DGF), è stato riorganizzato per accogliere 15 membri eletti a rappresentare vari gruppi di fondazioni. Uno di questi membri rappresenta le fondazioni della comunità non musulmana. Come Governo turco, uno dei nostri obiettivi principali è quello di incoraggiare ulteriormente la comprensione reciproca, mettendo i nostri cittadini nelle condizioni di vivere in armonia e praticare liberamente la loro religione.

 

La tolleranza e la convivenza fra fedi diverse appartiene alla storia della Turchia. Come tenere vivi questi valori, in una fase in cui il fondamentalismo sembra prevalere?
 


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