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L'INTERVISTA/ Il ministro turco: riformiamo lo Stato per dare più libertà ai cristiani

Il monastero turco di Sumela riaperto da Erdogan Il monastero turco di Sumela riaperto da Erdogan

 

 

La storia della Turchia si è formata parallelamente a quella dell'Europa a partire dal tardo periodo ottomano. Dopo l'istituzione della Repubblica nel 1923, la società turca era stata radicalmente trasformata in diversi ambiti come l'alfabeto, i diritti delle donne, e il secolarismo. Il codice civile svizzero, il codice penale italiano e il codice amministrativo francese sono stati presi a modello per la giovane Repubblica. In questo contesto, la Turchia è cambiata e si è trasformata in uno stato secolare. Le decisioni politiche non sono prese in relazione alle questioni religiose. Tuttavia, in quanto Paese a maggioranza musulmana, questa nazione ha sempre considerato la religione un elemento importante per la società e l'identità turca.
 

D'altra parte, è la tolleranza che rende la nostra società un mosaico di culture e religioni. In realtà, l'Islam non fa nessuna distinzione tra persone di fede diversa. La nostra religione dice: "Per te è la tua religione, e per me è la mia religione". Questo significa che niente è imposto nella religione. Nessuno ha il diritto di intervenire e sfidare le reciproche fedi e credenze. Il nostro Primo Ministro Erdoğan ripete spesso che coloro che hanno fiducia nella propria religione non hanno problemi con il concetto di libertà religiosa. Ciò significa che la religione non è un modello per le istituzioni politiche ma per le questioni sociali e culturali.

 

L’AKP di Erdogan ha chiesto di entrare a far parte del Partito Popolare Europeo. Perché per voi è importante essere ammessi in un partito di ispirazione cristiana?

 

A dire il vero, avevamo fatto richiesta per una piena adesione. Ma c'erano alcuni pregiudizi tra i membri del Partito Popolare Europeo contro la Turchia, e il Partito AK. Alcuni, all'interno del partito, sostenevano che dare uno status di membro a pieno titolo al Partito AK, avrebbe potuto pregiudicare ulteriori dibattiti riguardanti il futuro della Turchia nell'UE. Per questo motivo, abbiamo potuto ottenere solo lo status di osservatori. Anche se non abbiamo ottenuto quello che volevamo,questo è stato un enorme passo avanti, perché è la prima volta che il Partito Popolare Europeo ha finalmente trovato nella Turchia un partner forte e affidabile. E cosa ancora più importante, il PPE, un partito politico transnazionale, radicato per quasi 30 anni nella tradizione cristiano-democratica, ha accettato un partito con valori musulmani.
 

Credo davvero che il Partito AK e il PPE possano avere molti valori in comune e possano avere più successo nel rendere l'Unione Europea più credibile, efficace e forte. E il migliore risultato che possiamo ottenere è l'adesione della Turchia all'UE.

 

Nell’opinione pubblica turca l’ingresso nell’Ue suscita ancora interesse?