BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

BETLEMME/ La grande notte nell'attesa di una Luce più grande

Pubblicazione:sabato 25 dicembre 2010

gerusalemme_R400.jpg (Foto)

La “città di Davide” (il semplice pastore unto re di Israele dal profeta Samuele per ordine di Dio), questo fu Betlemme 3000 anni fa. “E tu Betlemme - disse il profeta Michea - tu sei una delle più piccole città della regione di Giuda, ma da te uscirà colui che deve guidare il popolo d’Israele a nome mio…”. E così, 2000 anni fa, qui a Betlemme, prese forma umana il Verbo Incarnato, … nella penombra di una grotta.

 

Quella grotta è ancora qui, certa di una lunga documentazione storico-archeologica che risale a San Giustino, martire del II secolo, risparmiata per miracolo da Cosroe II nel 614, perché sulla facciata vi trovò rappresentati i Magi in abiti persiani.

 

Annerita dal fumo delle lampade, la grotta porta i segni del logorio del tempo e delle trasformazioni subite nel corso dei secoli, ma la sua autenticità, come pochi altri luoghi in Terra Santa, è garantita.

 

E’ qui che i pellegrini, a gruppi sempre più folti, scivolano tra le navate della Basilica della Natività. Commossi, si inginocchiano a baciare la stella d'argento che segna, sul pavimento della Grotta, il luogo esatto dove, come dice la scritta, "dalla Vergine Maria è nato Gesù Cristo". E’ un ritorno ancora difficile: una preghiera, una foto di gruppo e via oltre il Muro che, per gentile concessione delle autorità militari israeliane, hanno dovuto attraversare e che avvolge con le sue bizzarre volute la "culla della cristianità" divorando case, orti, campagne e un paesaggio rimasto per secoli irripetibile.

 

Oggi Betlemme è una città palestinese di 38.000 abitanti, a maggioranza musulmana. Se nel 1948 i cristiani rappresentavano l’80% della popolazione, ora sono ridotti al 12%. Un’emigrazione lenta e continua, dovuta alle difficili condizioni economiche e sociali: schiacciati da un lato dall’avanzare di un Islam sempre meno moderato e dall’altro dalle crescenti restrizioni adottate dal Governo israeliano per motivi di sicurezza, i cristiani in questi ultimi anni hanno assistito quasi impotenti alla diminuzione del turismo religioso nei Territori palestinesi, principale fonte di guadagno per gli albergatori e gli artigiani cristiani di Betlemme. Molti non ce la fanno e lasciano la Terrasanta, chi resta non si stanca di chiedere sostegno e conforto perché la luce della testimonianza cristiana non si spenga definitivamente proprio nella città dove è nato Gesù.


  PAG. SUCC. >