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IL CASO/ Gaggi: Obama "incoraggia" i pazienti a staccare la spina per risparmiare

Pubblicazione:martedì 28 dicembre 2010

obama-pollice-verso-r400.jpg (Foto)

«Il piano sul fine vita di Obama è un modo con cui il governo americano dal primo gennaio taglierà la spesa pubblica per la sanità rendendo difficile l’accesso alle cure per i malati terminali. E se non ci potranno essere costrizioni in termini assoluti, il decreto apre le porte a campagne pubblicitarie dell’amministrazione Usa per convincere i pazienti a staccare la spina». Ad affermarlo è Massimo Gaggi, corrispondente da New York del Corriere della Sera, intervistato in esclusiva da Ilsussidiario.net. L’amministrazione Obama ha approvato un decreto che ripristina la possibilità di rinunciare a terapie invasive ed esprimere preferenze sui trattamenti di fine vita. Un provvedimento che ha fatto discutere, anche perché passato senza il consenso del Congresso e approvato dal governo Usa in gran segreto, almeno finché il New York Times ha svelato la notizia sollevando il caso.


Massimo Gaggi, quali sono gli aspetti più controversi del decreto di Obama?

 

Le critiche più incisive sono arrivate da quanti hanno osservato che il provvedimento ha una precisa motivazione economica. Alla luce della dinamica della spesa pubblica sanitaria Usa nei prossimi decenni, si calcola che nel 2050 raggiungerà la metà del Pil. E la parte più considerevole di questa cifra è quella relativa agli ultimi tre anni di vita dei pazienti. C’è stata quindi la volontà di fissare, attraverso il decreto di Obama, dei parametri oltre i quali diventa più difficile, anche se non impossibile, ma comunque disincentivata la cura delle malattie particolarmente gravi. Mi rendo conto che per chi vive in Italia il decreto di Obama ha degli aspetti mostruosi. Ma li ha anche il fatto che nel sistema sanitario Usa le assicurazioni possono rifiutarsi di pagare la chemioterapia a un paziente malato di tumore oltre a un certo livello di spesa.


Esiste quindi il rischio che il governo Usa per risparmiare cerchi di convincere i pazienti a staccare la spina?


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