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NIGERIA/ Il vescovo: così ho convinto i miei giovani a non vendicare il massacro dei cristiani

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Il Papa ha molto a cuore i problemi della Nigeria. Ed è sempre molto in apprensione quando viene a sapere delle uccisioni dei cristiani e delle distruzioni delle chiese. Nel marzo scorso, quando a Jos si erano verificati analoghi attacchi ai cristiani, Benedetto XVI aveva inviato un cardinale da Roma per portarci le sue condoglianze. Mentre in questo momento a Jos come rappresentante del Papa c’è il Nunzio Apostolico, arcivescovo Augustine Kasujja, con cui sono continuamente in contatto. Il Papa desidera molto l’armonia e la coesistenza pacifica tra musulmani e cristiani in Nigeria. Sui giornali nigeriani ho letto diversi articoli dedicati alle dichiarazioni del Papa. E questo significa che il popolo nigeriano ha preso le sue parole molto sul serio e le ha accolte positivamente. Stiamo quindi camminando verso la pace lungo la linea tracciata da Benedetto XVI.

 

 

Ma il perdono è veramente possibile?

 

Non è facile per i cristiani porgere davvero l’altra guancia. Ma io continuo a insegnare il Vangelo del perdono, della riconciliazione e dell’amore a tutti i edeli della mia diocesi. Molti cristiani sono pronti ad ascoltare le parole di Gesù Cristo sul perdono, ma alcuni sono molto arrabbiati e offesi. Noi però continuiamo a predicare loro che il bene deve trionfare sul male, e non viceversa.

 

 

E questa può essere un’opportunità per l’intera Nigeria?

 

Sì, se ci perdoniamo a vicenda sarà possibile la pace in Nigeria. I cristiani dovrebbero quindi porgere la mano ai leader, ai giovani e alle donne islamiche, e i musulmani dovrebbero fare altrettanto. Questo è l’unico rimedio, non le bombe e i fucili.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
05/01/2011 - e l'altra campana ? (Antonio Servadio)

Sarebbe molto istruttivo sapere anche cosa pensano i "molti capi e personalità musulmane di spicco" di cui il vescovo "è buon amico".