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Esteri

DIARIO HAITI/ Fiammetta: perché Pierre, con la moglie malata grave, ha deciso di restare al campo?

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La cosa che mi stupisce di questi giorni, e su cui ho finalmente un po di tempo per riflettere, è l’instancabile coinvolgimento della nostra équipe, Jean Philippe e Simone per primi. Fanno orari impossibili, lavorano in condizioni molto difficili tutto il giorno, spesso senza una pausa, senza un pasto decente, senza fermarsi un attimo, eppure ascoltano tutti, hanno un sorriso per ogni bambino, sanno essere sereni anche quando gli animi si scaldano. Mi chiedo come facciano. Eppure le ferite sono ancora aperte, hanno perso amici e colleghi, e non hanno avuto il tempo per piangerli. La loro forza d’animo e il loro credere fermamente nel nostro dovere di portare l’aiuto che sappiamo e che possiamo, non finiscono di stupirmi. L’équipe locale reagisce positivamente e con grande disponibilità, sono molto motivati. Anche questo mi stupisce, se penso alle situazioni terribili che hanno vissuto e che vivono.

 

Ieri ho trovato impegnato sul campo il mediatore di pace Pierre Richard, un nostro collaboratore di vecchissima data. Se ne stava in pieno sole a giocare a pallone con i bambini. Sua moglie è rimasta schiacciata sotto la loro casa crollata e ha avuto una grave lesione alla spina dorsale. Per ora è a letto paralizzata e la situazione è molto grave. MSF ha predisposto per lei l’evacuazione sanitaria in Francia, sperando di poter salvare il salvabile. È partita ieri. Eppure Pierre ieri si è presentato regolarmente al lavoro. Perché? Che ci fai qui?, gli ho chiesto. «È il mio dovere verso i bambini - mi ha detto -, no?»  Abbiamo insistito un po’, e cosi si è preso due giorni di permesso. Davvero ammiro la forza di questi nostri amici haitiani, la loro speranza, il loro sapersi rialzare sempre e nonostante tutto.

 

C’è chi arriva qui e vede solo la disorganizzazione, l’incapacità delle autorità locali, l’impotenza di questa enorme macchina degli aiuti. Io invece vedo i nostri ragazzi di Cité Soleil e Martissant, li vedo arrivare al lavoro ogni giorno nonostante tutto, li vedo scaldarsi in discussioni accesissime su come caricare un maggior numero di materassini sul pick up, li vedo andarsene la sera quando ormai fa buio, stanchi, distrutti, sporchi e accaldati. E mi dico che questo Paese deve farcela a risollevarsi, che ce la farà necessariamente, grazie a persone come queste. Ora vi lascio perché se no arrivo in ritardo su tutto.

Spero stiate bene, salutatemi tutti gli amici a cui non riesco mai a rispondere e mandate un bacino a Alessandro da parte mia.

 

Fiammetta

 

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