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DIARIO HAITI/ Fiammetta: perché Pierre, con la moglie malata grave, ha deciso di restare al campo?

Un altro spaccato di quello che sta accadendo nella terra martoriata dal terremoto, nell’ultima lettera di FIAMMETTA CAPPELLINI, cooperante di Avsi ad Haiti

haiti_baraccatiR375.jpg (Foto)

Fiammetta Cappellini, cooperante di Avsi ad Haiti, ha scritto ai suoi colleghi in Italia questa lettera. È lo spaccato di quello che sta accadendo nella terra martoriata dal terremoto, dove si lotta giorno per giorno per aiutare, curare, recare conforto, sopperire ad enormi problemi di salute, organizzare i campi che ospitano gli sfollati. Tante storie incredibili di sacrificio, fino a dimenticarsi di sé.

31 gennaio 2010, Port-au-Prince, Haiti

Carissimi,

Vi do qualche aggiornamento. La prima grande notizia è l’arrivo dei rinforzi: Simone e Alberta ci hanno infatti raggiunti, come sapete, e si sono resi operativi praticamente in due ore, una cosa incredibile. Siamo andati direttamente sul terreno, e si sono messi all’opera. Siamo contentissimi di averli tra noi, per la competenza che apportano, per le nuove energie che hanno (noi cominciamo ad essere un po’ stanchi), per l’entusiasmo e la voglia di fare, di impegnarsi, di uscire da questa terribile situazione in cui ancora siamo bloccati. Devo dire infatti che nonostante ce la mettiamo tutta, a volte abbiamo l’impressione che i nostri sforzi siano la classica goccia in mezzo all’oceano. C’è talmente tanto da fare, ci sono talmente tante esigenze... ma non ci scoraggiamo, soprattutto ora con i nuovi colleghi l’équipe si moltiplica in capacità e entusiasmo e sono certa che potremo avanzare più rapidamente.

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