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DIARIO HAITI/ Fiammetta: perché Pierre, con la moglie malata grave, ha deciso di restare al campo?

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Fiammetta Cappellini, cooperante di Avsi ad Haiti, ha scritto ai suoi colleghi in Italia questa lettera. È lo spaccato di quello che sta accadendo nella terra martoriata dal terremoto, dove si lotta giorno per giorno per aiutare, curare, recare conforto, sopperire ad enormi problemi di salute, organizzare i campi che ospitano gli sfollati. Tante storie incredibili di sacrificio, fino a dimenticarsi di sé.

 

31 gennaio 2010, Port-au-Prince, Haiti

 

Carissimi,

Vi do qualche aggiornamento. La prima grande notizia è l’arrivo dei rinforzi: Simone e Alberta ci hanno infatti raggiunti, come sapete, e si sono resi operativi praticamente in due ore, una cosa incredibile. Siamo andati direttamente sul terreno, e si sono messi all’opera. Siamo contentissimi di averli tra noi, per la competenza che apportano, per le nuove energie che hanno (noi cominciamo ad essere un po’ stanchi), per l’entusiasmo e la voglia di fare, di impegnarsi, di uscire da questa terribile situazione in cui ancora siamo bloccati. Devo dire infatti che nonostante ce la mettiamo tutta, a volte abbiamo l’impressione che i nostri sforzi siano la classica goccia in mezzo all’oceano. C’è talmente tanto da fare, ci sono talmente tante esigenze... ma non ci scoraggiamo, soprattutto ora con i nuovi colleghi l’équipe si moltiplica in capacità e entusiasmo e sono certa che potremo avanzare più rapidamente.

 

Per continuare la lettura della lettera di Fiammetta Cappellini clicca sul simbolo >> qui sotto

  



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