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SCENARIO/ Cervellera: la Cina non prenda le cose peggiori dell’occidente

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Matteo Ricci ha costruito un ponte tra l’oriente e l’occidente basandosi sulla comune natura umana e sull’elemento religioso, sulla insopprimibile esigenza di verità nell’uomo culminante nel desiderio di Dio. Ma oggi è come se la Cina facesse di tutto per occultare l’eredità positiva e cioè che questo dialogo e questo sviluppo tecnico, scientifico, economico si basa su un dialogo e un rispetto dell’uomo di natura religiosa

 

Faccia un esempio.

 

La Cina ha sottoscritto la convenzione dell’Onu per i diritti umani, e continua a dire che la situazione cinese è “speciale”, diversa da tutti gli altri Paesi, come se la razza cinese fosse “umanamente diversa” dagli altri. In realtà queste affermazioni servono solo a eliminare uno sviluppo sulla dignità umana e sui valori spirituali dei cinesi e dell’occidente. Dopo Matteo Ricci la  Cina è rimasta fedele a questo principio: fagocitare gli elementi occidentali che le servono per accrescere il potere e dimenticare o emarginare ogni elemento spirituale, di dignità dell’uomo, di valore dei diritti umani.

 

Lei ha citato la «comune natura umana» al centro del metodo di Matteo Ricci. Non può più oggi essere riconosciuta come elemento comune tra Cina e occidente?

 

Ma al tempo di Ricci la natura umana era vista da entrambe le parti come eminentemente spirituale, invece oggi la sua comprensione è stata dissolta dal materialismo. In Cina al materialismo neoconfuciano è subentrato quello comunista  e oggi quello consumista, forma aggiornata e nichilistica del materialismo. Quello stesso materialismo che riduce i rapporti con l’occidente al puro livello economico. Dall’altra parte anche l’occidente soffre però della stessa riduzione. Questo agevola senz’altro lo sviluppo del mercato, ma restringe la possibilità di un incontro realmente umano. La conseguenza del comune pragmatismo è il vuoto spirituale e, come sua variante possibile, la violenza. Ma questo sta generando anche nuove generazioni di persone che sono nauseati dal materialismo e hanno sete di valori spirituali, hanno sete di Dio.

 

 

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