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Esteri

IL CASO/ Dall'Inghilterra 116 "buoni" motivi per uccidere Sampras, Lincoln e Rachmaninov

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Si ripeterebbe la stessa aberrazione dei test eseguiti per scegliere il sesso del nascituro (in Gran Bretagna, al momento, non ancora permessi), quando si scartano gli embrioni sani ma del sesso diverso da quello desiderato. O il caso dei “saviour siblings”, ovvero degli embrioni creati e selezionati in provetta allo scopo di “aiutare” un fratellino malato, attraverso il prelevamento dei tessuti.

 

La seconda soluzione è rappresentata dal cosiddetto “non-disclosure testing”, attraverso cui gli embrioni sono sottoposti a diagnosi prenatale per verificare possibili anomali genetiche, ma le relative informazioni non vengono fornite ai genitori, proprio in virtù del “diritto a non sapere”. Soltanto i medici che effettuano le analisi sarebbero al corrente del risultato e solo a loro spetterebbe la decisione di quali embrioni impiantare, tenendo sempre all’oscuro i genitori.

 

Il problema in questo caso sorge quando tutti gli embrioni presentano difetti genetici, perché in tal caso i genitori si accorgerebbero che qualcosa non va. Si suggerisce, allora, che i medici procedano a un trattamento d’impianto simulato (dummy treatment), il quale non implicherebbe, ovviamente, l’utilizzo reale di embrioni e tutelerebbe il diritto dei genitori a non conoscere il risultato del test.

 

Di fronte a simili ragionamenti si può solo rabbrividire. Siamo già avviati verso una prospettiva di pura eugenetica che punta all’omologazione dell’uomo attraverso lo stereotipo asettico di una perfezione artificiale. Ci avviciniamo all’idea della produzione in serie di esseri umani perfetti, già vaticinata dalle profezie distoniche che Aldous Huxley, nel 1932, affidò al suo romanzo Il Mondo Nuovo.

 

Già si intravede la definizione di un clichécapace di creare replicanti privi di alcun difetto e di uccidere l’originalità, l’unicità, l’irripetibilità di ogni singolo essere umano. Si vuol far sparire dalla faccia dell’umanità il concetto di “mostro”, nel suo profondo senso etimologico (monstrum) che in latino significa “segno divino”, “prodigio”. La HFEA e tutta la schiera di novelli eugenisti alla Marie Stopes sognano un mondo in cui nessun essere umano potrà mai più avere le mani mostruose di Rachmaninoff.

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COMMENTI
16/02/2010 - L'incubo genetico-totalitario (Giovanni Romano)

Per me resta sempre motivo di meraviglia vedere fino a che punto in Inghilterra le coscienze sono state narcotizzate dietro il linguaggio apparentemente neutro e benevolo della scienza. Questo paese sta vivendo il peggio dell'utopia totalitaria di Orwell e di quella eugenetica di Huxley. Giovanni Romano