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IL CASO/ Nadia Eweida, licenziata dalla British Airways per una croce al collo

Pubblicazione:giovedì 18 febbraio 2010

nadia2R375.jpg (Foto)

British Ariways, infatti, si è vista bene dal vietare simili forme esteriori di fede. Singolare la tesi difensiva della compagnia aerea. L’avvocatessa Ingrid Simler si rivolge alla Corte sostenendo che «l’esibizione della croce al collo non è richiesta come precetto dalla religione cristiana ed è quindi frutto di una scelta individuale e non obbligatoria rimessa al mero desiderio della Eweida».


Ma l’avvocatessa si spinge oltre – fino al limite dell’irriverente –, quando dichiara che «il simbolo utilizzato dalla Eweida deve intendersi come espressione di una semplice convinzione allo stesso modo dei simboli utilizzati da altre persone per manifestare contro il nucleare o in favore dei diritti degli omosessuali».

 
All’udienza sono presenti diversi sostenitori di Nadia Eweida e qualche parlamentare. C’è pure l’ex Ministro degli Interni John Reid, il quale, prendendo la parola fuori dall’austero palazzo di stile gotico-vittoriano che ospita la Court of Appeal, dichiara: «Questo caso rappresenta un chiaro indicatore del fatto che i cristiani non godono delle stesse protezioni previste dalla legge per i fedeli di altre religioni a cui viene garantita, nel posto di lavoro, la massima disponibilità per quanto riguarda l’abbigliamento e l’esibizione di simboli religiosi».


Anche Nadia Eweida, subito dopo l’udienza, rende una dichiarazione: «Io ho combattuto questa battaglia legale fino alla Corte d’Appello per difendere il diritto dei cristiani a portare indosso una croce. E’ triste constatare come British Airways non si renda conto e non riesca a percepire che proprio la croce è il simbolo per eccellenza della fede cristiana».


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COMMENTI
18/02/2010 - Cristofobia all'ennesima potenza (Giovanni Romano)

Comincio a stancarmi di commentare comportamenti tanto odiosamente ripetitivi a senso unico contro i cristiani. Mai nessuno che spieghi *che cosa precisamente* offende in un Crocifisso! Eppure chi si ritiene offeso dovrebbe come minimo dare stretto conto delle proprie "ragioni". Lo ripeto per la millesima volta: mentre noi cristiani ci siamo concentrati per molto tempo sull'ateismo comunista, purtroppo ci è completamente sfuggita la scristianizzazione più strisciante, micidiale e implacabile che ha avuto luogo in Inghilterra. La causa non è l'immigrazione musulmana o di altre religioni. Il processo era partito molto tempo prima. Già Orwell, negli anni '30, parlava come se niente fosse del senso di "raggelato disgusto" che le persone "intelligenti" provavano quando sentivano nominare la parola "Dio". Il Dio cristiano, ovviamente, con altre divinità più muscolose e minacciose non si osa...