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MEDIO ORIENTE/ Caracciolo (Limes): ora Israele confida più in Berlusconi che in Obama

Ieri è cominciata la visita di Berlusconi in Israele. Israele «è un pezzo di Europa», ha detto il premier, che ha però criticato la politica degli insediamenti. Il punto di LUCIO CARACCIOLO, direttore di Limes

berlusconi_netanyahuR375.jpg (Foto)

Ieri è cominciata la visita del presidente del Consiglio Berlusconi in Israele. Preparata da una lunga intervista al quotidiano Haaretz, nella quale il premier ha elogiato la democrazia e la cultura ebraica - Israele «è un pezzo di Europa» e «appartiene all’Occidente» ha detto Berlusconi - ma non ha lesinato critiche alla politica degli insediamenti, la visita di stato è iniziata sotto i migliori auspici. E a suggello degli ottimi rapporti bilaterali, il capo del governo è stato invitato a parlare mercoledì alla Knesset. «Un ruolo decisivo a livello internazionale continueranno ad averlo gli Stati Uniti - dice a ilsussidiario.net Lucio Caracciolo, direttore di Limes - ma il nostro paese può far valere il suo interesse privilegiato di soggetto nazionale».

Berlusconi ha parlato di un «sogno»: l’ingresso di Israele nell’Ue. Ha un significato solo culturale oppure ne ha anche uno politico?

Ha sicuramente un senso politico e non è un’idea di Berlusconi. Se ne parla da diversi anni in Italia e se non sbaglio il primo a parlarne è stato Marco Pannella. Non credo però che sia un’idea di attualità, perché non mi pare che Israele abbia mai manifestato la volontà di entrare nell’Unione europea.  A questo si aggiunge il fatto che i rapporti tra Israele e i paesi europei - a eccezione dell’Italia - sono storicamente difficili.

L’Italia può svolgere un suo ruolo nella questione israelo-palestinese?

Penso che l’Italia, proprio in virtù dei suoi ottimi rapporti con lo stato ebraico, possa fare molto, a differenza del poco che può fare l’ininfluente Unione europea. Naturalmente un ruolo decisivo a livello internazionale continuano e continueranno ad averlo gli Stati Uniti. Il nostro paese può far valere il suo interesse privilegiato di soggetto nazionale.

Un interesse anche economico?

Sicuramente sì. l’Italia ha ottimi rapporti economici con Israele e anche con quel poco che resta dell’economia palestinese.

A proposito di rapporti economici. Quanto potranno pesare nell’ambito delle relazioni tra Italia e Israele le forti relazioni commerciali che l’Italia intrattiene con l’Iran?

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