BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

NEWS/ Amicone: le verità che iPod e iPad non ci raccontano

Pubblicazione:martedì 2 febbraio 2010

Porfirio-Lobo-wins-HondurasR375.jpg (Foto)

Ricordate l’Honduras? Ricordate i titoli e il ritornello di tutta - ma proprio tutta - la grancassa mediatica internazionale che lo scorso autunno raccontò di un golpe ai danni di un democratico e progressista presidente, Manuel Zelaya, deposto dal parlamento e dalla Corte Costituzionale e sostituito con un capo di stato ad interim, Roberto Micheletti, subito soprannominato «Pinochetti»?

 

Avevano voglia le istituzioni honduregne a protestare la leggitimità del loro operato e a rovesciare l’accusa di golpismo su Zelaya, personaggio simbolico e caro al progressismo internazionale. Allora sembrò che non ci fossero né blogger della grande Rete democratica, né New York Times, né Economist, né governi, né Onu, né Corti Internazionali dell’Aja, che avessero tempo di ascoltare le ragioni della diplomazia (e della Chiesa) honduregna.

 

Sette mesi fa sembrò che non ci fosse in giro per il mondo nessun giornalista e nessun osservatore internazionale che avesse l’onestà di andare a verificare il j’accuse di Tegucigalpa che denunciava Zelaya come agente provocatore di Chavez e le proteste di piazza come il risultato dei petrodollari fatti affluire ai sostenitori di Zelaya dal dittatore di Caracas.

 

Già, allora nessuno aveva tempo per dubitare della versione gauchista dei fatti e credere alle parole di Micheletti, rappresentante del parlamento honduregno, che giurava di aver accettato la carica di presidente ad interim solo per indire nuove elezioni a cui lui stesso non avrebbe partecipato e dopo le quali lui stesso si sarebbe dimesso. Già, cosa poteva insegnare ai sapienti dell'informazione politicamente corretta un piccolo e povero stato dell'America latina?

 

PER CONTINUARE A LEGGERE L'ARTICOLO, CLICCA SUL SIMBOLO >> QUI SOTTO 


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
23/02/2010 - Precisazione (Maria Elena Monzani)

"Nessuno aveva tempo per dubitare della versione gauchista dei fatti" e' un'esagerazione. Mary Anastasia O'Grady del Wall Street Journal ha fornito fin dall'inizio una ricostruzione corretta di quando stava succedendo in Honduras (il tentativo di Zelaya di violare la costituzione, il legame fra Zelaya e Chavez, la posizione della Chiesa Cattolica). Il lavoro svolto dall'inviato di Tempi e' stato straordinario, ma fortunatamente non isolato (il WSJ e' pur sempre il piu' grande quotidiano americano).