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IL CASO/ Susan, la nonna-mamma inglese che uccide femminismo e morale

Susan Tollefsen è una pensionata di 59 anni entrata nel guinness dei primati come la donna più anziana sottoposta a fecondazione in vitro

Susan_TollefsenR375.jpg (Foto)

Doveva accadere, prima o poi, in Gran Bretagna. Una cinquantanovenne pensionata è entrata nel guinness dei primati come la donna più anziana sottoposta a fecondazione in vitro in una clinica britannica. I dirigenti sanitari della London Women’s Clinic, una delle più accreditate e famose strutture private in cui si pratica la procreazione assistita, hanno deciso, all’unanimità, di consentire a Susan Tollefsen di avere un bambino.

Prima di tale decisione, le donne mature del Regno Unito dovevano recarsi all’estero per ricorrere all’inseminazione artificiale, perché una circolare del Ministero della Salute sconsigliava tale trattamento per le ultraquarantenni. Pure le cliniche private non praticavano la fecondazione in vitro alle donne over 50.

Per questi motivi Susan Tollefsen, ottenuto il rifiuto in patria, si era rivolta a una clinica russa per sottoporsi al trattamento che le ha consentito di partorire una bambina, Freya, che oggi ha due anni. L’arzilla pensionata ha poi voluto dare un fratellino a Freya, decidendo, questa volta, di ingaggiare una battaglia culturale. Due sostanzialmente i temi della sfida.

Primo, portare anche la Gran Bretagna a quel grado di “civiltà” in cui i diritti individuali possano essere esercitati senza troppi impicci di ordine etico, e si possano effettuare le disinvolte sperimentazioni condotte nelle cliniche russe e ucraine. Secondo, in nome della sempiterna “questione femminile” e dell’uguaglianza tra i sessi, parificare gli uomini alle donne, consentendo anche a quest’ultime di poter diventare genitrici in tarda età.

Approfittando, quindi, dell’acceso dibattito nell’opinione pubblica sul diritto delle donne in menopausa ad avere figli, la London Women’s Clinic ha colto al volo l’occasione per rivedere la propria politica aziendale e aumentare la fascia delle possibili fruitrici del servizio, accogliendo con piacere la signora Tollefsen nel novero delle proprie clienti.

Adesso in molti chiedono una legge e non una semplice circolare ministeriale per aumentare il limite d’età per le donne che intendono ricorrere alla procreazione assistita. Il problema è che la Tollefsen deve trovare una donatrice di ovociti che, una volta fecondati con lo sperma del suo partner, dovranno poi essere impiantate nel suo utero. Le probabilità che questa operazione abbia successo si aggirano attorno al 26%.

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COMMENTI
23/02/2010 - Errata Corrige (Giovanni Romano)

Ho scritto che Churchill era stato invitato dalla Smithsonian Institution. Si trattava in realtà del MIT, Massachussets Institute of Technology.

 
22/02/2010 - La profezia di Churchill (Giovanni Romano)

Questo caso mi fa ricordare quanto ebbe a dire Churchill ospite della Smithsonian Institution subito dopo la seconda guerra mondiale. Dopo aver ascoltato la prolusine del rettore, che preannunciava il giorno in cui la scienza avrebbe potuto talmente programmare l'uomo da impedire per sempre che nascesse un altro Hitler, Chirchill replicò: "Prima di vedere quel giorno, io mi auguro di essere morto". Almeno lui è stato fortunato.