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Esteri

DIARIO HAITI/ Fiammetta: gli occhi pieni di speranza mi fanno vincere la fatica di ogni giorno

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Infatti, uno dei criteri per definire un campo profughi come minimamente rispettoso dei criteri di sicurezza (specie per le donne e per le ragazze) è che la zona toilette almeno sia illuminata. E’ un modo per rendere meno pericolosa la promiscuità e scoraggiare la violenza contro le donne. Noi le toilette non le abbiamo ancora (ahimè...), pero siamo quasi pronti a creare almeno due punti illuminati in ogni campo. Sara una grande innovazione e ci stiamo lavorando con impegno, grazie anche agli ormai cari amici della protezione civile italiana che ci hanno regalato i generatori e le alogene. Saremo in assoluto il primo campo illuminato di Port-au-Prince!

 

Per il resto, appunto, ci stiamo strutturando: da una cosa ne nasce un’altra e molti aiuti ci arrivano in modo inaspettato anche dal fatto che si constata il tanto che siamo riusciti a fare.

 

Entrambi i campi contano ora una cinquantina di grandi tende ciascuno.

 

Ogni tenda sono due o tre famiglie, per un totale di circa 10-15 persone per tenda. Si tratta delle famiglie più vulnerabili, con bambini piccoli, donne sole con molti bambini, persone anziane, con handicap. In una delle tende più grandi funziona a pieno ritmo l’ambulatorio della pediatra Chiara. Chiara è aiutata a tempo pieno da tre suore messicane di cui una è medico. Si sono offerte volontarie dopo una prima visita al campo, vedendo il grande lavoro che c’era da fare. Siamo così attivi che lavoriamo ormai 3 giorni alla settimana anche nel nuovo ambulatorio di Parc Bobi (altre due tende...). Uno dei problemi principali dei bambini da 0 a 5 anni è la malnutrizione.

 

Chiara se n’è resa conto immediatamente, senza bisogno di tante statistiche che pure abbiamo raccolto. Così abbiamo chiesto aiuto al PAM e a Unicef e proprio oggi abbiamo ricevuto una prima donazione di latte terapeutico per i bambini con meno di sei mesi che avrebbero bisogno del latte materno ma che spesso una mamma non ce l’hanno più. Cominceremo domani questa nuova esperienza con un primo gruppetto. Poi da settimana prossima arriveranno i supplementi alimentari del PAM, che dovrebbero coprire il fabbisogno di circa 3500 bambini. Sarà uno sforzo logistico immenso, ma sono fiduciosa che troveremo una soluzione anche a questo.

 

Altro punto di grande attrazione del campo è la scuola: le nostre prime due tende sono diventate presto insufficienti per i bambini del campo, così da qualche giorno ci siamo trasferiti in una nuova grande tenda dono dell’unicef. L’abbiamo montata a tempo record anche se... ci manca ancora il pavimento! Sono 72 metri quadri di tenda e i nostri bambini ne sono felicissimi: ha persino le finestre! Il campo di Parc Bobi è molto invidioso, per cui mi sa che entro breve dovremo provvedere a montarne una anche là...