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Esteri

USA/ L’aborto mette ancora nei guai la riforma sanitaria di Obama

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Quello che appare evidente però è che Obama ha seguito come modello per la sua versione dell’health care quello licenziato dal Senato. In comune a esso ha la creazione di una sorta di borsa a livello statale (e non federale) dove piccoli imprenditori, aziende e persone senza copertura assicurativa possono comprare polizze che rispondono a requisiti fissati dal governo centrale.

 

Della bozza del Senato Obama sposa anche le restrizioni sull’aborto. Nel testo della Camera il divieto a ricorrere a sussidi riconducibili a piani assicurativi pubblici per l’aborto era netto. Al Senato invece vi è un escamotage: chi sceglie una polizza che contiene l’aborto deve pagare questa prestazione separatamente. In pratica servono due ricevute: una che certifica l’acquisto della polizza (e che è deducibile); un’altra invece che certifica la copertura per l’interruzione di gravidanza (e ovviamente la spesa è netta). Obama sostiene la medesima opzione.

 

E proprio questo è uno degli aspetti più controversi. Alla Camera infatti alcuni deputati democratici costrinsero la speaker Nancy Pelosi a introdurre nel testo di riforma dell’health care un emendamento (poi approvato) pro-life che vieta il finanziamento in qualsiasi forma di pratiche abortive. Diversi esponenti pro-life come Bart Stupak (il primo firmatario dell’emendamento) hanno detto che non voteranno mai una legge meno restrittiva come quella varata dai colleghi senatori. E ora proposta dalla Casa Bianca. Non sarà facile convincere l’ala pro life a schierarsi con la maggioranza.

 

Vi è poi un altro aspetto decisivo. Obama ha confermato il no alla creazione di una sorta di mutua pubblica (la cosiddetta public option) e sposato la linea del Senato che prevede - per abbassare i costi e aumentare così il numero di potenziali americani assicurati - che le compagnie assicurative possano competere fra loro anche in Stati dove non hanno sede legale. Insomma una compagnia della Pennsylvania potrà vendere polizze nello Stato di New York, cosa finora proibita (questa idea era la pietra portante del piano di riforma del candidato repubblicano alla Casa Bianca nel 2008 John McCain).

 

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