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DIARIO HAITI/ Fiammetta: miracolo, Jean Philippe scova tre casse di libri e la scuola ricomincia

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Continua il diario di Fiammetta Cappellini, cooperante di Avsi ad Haiti. Sono passati poco più di venti giorni dal violento terremoto che ha colpito Haiti e in particolare la capitale Port-au-Prince, facendo centinaia di migliaia di vittime e riducendo la popolazione superstite, che già viveva in condizioni difficili e di grande povertà, in uno stato di ulteriore sofferenza. Ma a ben guardare, come ha avuto modo di raccontare Fiammetta nelle sue lettere, se non ci si lascia troppo ingannare dalla apparenze della miseria economica e della distruzione, si scopre in chi è rimasto una tenacia e un attaccamento alla vita che hanno molto da insegnarci.

Al campo si lavora senza sosta, ma la buona volontà non basta, perché il disastro è troppo grande. Accade così che siano le circostanze a far intravedere un lampo di quella benevolenza che il nostro animo mai si aspetterebbe: «piccole cose - racconta Fiammetta - che in altri momenti non avrebbero avuto grande significato e che invece ora diventano decisive». Come un aiuto insperato, o il maltempo che incredibilmente si allontana.

 

2 febbraio, Port-au-Prince, Haiti

 

A volte capita che anche nelle peggiori situazioni ci arrivino dei segnali di speranza, delle piccole cose che in altri momenti non avrebbero avuto grande significato e che invece nel contesto del momento diventano decisive.

Tra ieri e oggi sono capitati ben due episodi.

Il primo: ieri il cielo si è rannuvolato in modo preoccupante, grossi nuvoloni neri che qui vogliono dire una sola cosa: pioggia torrenziale. Siamo stato nervosi tutto il giorno, pensando ai nostri tendoni blu, cosi precari, di fronte alla violenza delle piogge caraibiche... Invece! Miracolo! Non è piovuto! D’accordo, lo so, voi direte che capita un sacco di volte, ma non qui: quando da queste parti si rannuvola così, piove SEMPRE. Quindi davvero abbiamo tirato un sospiro di sollievo!

 

Per continuare la lettura della lettera di Fiammetta Cappellini clicca sul simbolo >> qui sotto

  



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COMMENTI
04/02/2010 - fiammetta (morena milaneschi)

cara Fiammetta sono un' infermiera,mi chiamo Morena, lavoro presso l'unità operativa di ortopedia a Sansepolcro.Sto facendo la notte ed avendo un attimo libero mi sono messa a leggere il tuo diario:sono commossa veramente il miracolo è dietro l'angolo siamo noi che troppo spesso presi dai nostri egoismi nono sentiamo il Suo amore;per fortuna ci sono persone come te e quel piccolo missionario di due anni che è tuo figlio.Ti abbraccio e prego per te grazie!