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DIARIO HAITI/ Fiammetta: quando il terremoto e una tenda blu ci fanno tutti più uomini

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Così, dal campo vicino, quello di cui tra poco dovremo occuparci (sono 3.500 persone di cui nessuno si è ancora preoccupato, cosa facciamo, li lasciamo lì?) sono venuti a dire che anche loro vogliono la tenda. Noi ci siamo stupiti perchè ci aspettavamo che volessero il medico. Ma poi chiedendo se volevano anche loro la tenda blu, ci hanno risposto di sì, volevano "la tenda blu, quella con dentro il dottore...". Allora abbiamo capito meglio: sono venuti a chiederci "la tenda blu", riferendosi all’ambulatorio, cioè tenda ma anche quel che c’era dentro, medici e infermieri e farmaci!

I colleghi dall’Italia mi hanno fatto avere la lettera aperta che Giulia, Federica, Francesco e Teresa mi hanno scritto nell’ambito di un approfondimento sui terremoti. Hanno scritto delle iniziative loro e dei loro compagni nella loro scuola, il Malpighi di Bologna, per sostenere le azioni a favore di Haiti.
Sono molto grata per me, per AVSI e anche per questo popolo; è veramente bello vedere che ci sono ragazzi che si preoccupano del bene degli altri, del bene comune, che sanno apprezzare i beni di cui godono (come i cellulari ultimo modello!) ma sanno anche pensare che altri coetanei lottano per le cose più scontate, come cibo, acqua, casa, scuola.

Questo filo che ci lega ci porta molta letizia e ci sostiene. E in fondo ci ricorda che è proprio nella natura dell’essere umano il desiderio di contribuire a un mondo migliore, dove tutte le persone possano esprimere la propria dignità. Peccato che sia necessario un tremendo terremoto per ricordarci questa tensione che ci è donata in quanto esseri umani.


CLICCA IL SIMBOLO QUI SOTTO PER LEGGERE LA LETTERA
DEI RAGAZZI DELLA SCUOLA MEDIA MALPIGHI DI BOLOGNA


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