BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

DIARIO HAITI/ Fiammetta: quando il terremoto e una tenda blu ci fanno tutti più uomini

«Per chi vive in condizioni di necessità - racconta FIAMMETTA CAPPELLINI da Haiti - sapere che c’è qualcuno di cui fidarsi che si fa carico di te restituisce alla tua persona quel valore che era rimasto sepolto sotto le macerie»

Haiti_Terremoto_CarrozzinaR375.jpg (Foto)

 

Fiammetta Cappellini, cooperante Avsi ad Haiti, invia a ilsussidiario.net una nuova puntata del suo diario. Le tende blu all'interno degli accampamenti permettono di curare le persone, a cominciare dai bambini, che per la prima volta dopo il terremoto tornano a fidarsi e a incontrare persone che si prendono carico di loro.

 

3 febbraio, Port-au-Prince, Haiti

 

Ieri è stata la giornata di Chiara, il nostro pediatra. Ha visitato almeno 200 bambini del campo di Place Fierté e anche alcune mamme. La sua dedizione e la sua esperienza decennale in Nigeria e altri Paesi del continente africano si è proprio vista all’opera.

Nell’ambulatorio che abbiamo avviato nella tenda donata dalla Protezione civile italiana, con farmaci che si è procurata chiedendo in qualche tenda dei donatori (anche gli uffici ONU sono allestiti in tende), con un assistente medico volontario argentino reclutato allo stesso modo, ha passato al setaccio una prima parte dei più piccoli e di quelli che hanno bisogno di cure. Chiara ha coinvolto anche il nostro staff locale di infermieri e agenti di salute comunitari.

La nostra équipe era entusiasta, tanto che Simone (che non è medico, neppure infermiere, ha studiato tutt’altro!) ha detto che desidera dedicarsi ai progetti di salute. Dice che danno molta più soddisfazione che quelli educativi, si vedono subito i risultati e le persone sono subito contente.

Per chi vive in condizioni di necessità, sentirsi oggetto di cura, sapere che c’è qualcuno di cui fidarsi che si fa carico di te restituisce alla tua persona quel valore che era rimasto sepolto sotto le macerie.

 

CLICCA IL SIMBOLO QUI SOTTO PER CONTINUARE A LEGGERE LA LETTERA DI FIAMMETTA CAPPELLINI (AVSI) DA HAITI