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MEDIO ORIENTE/ Parsi: Berlusconi “sposa” Israele e si libera dell’Iran

Non è un caso che Berlusconi sia stato accolto con calore da Netanyahu e dalla Knesset. E’ grazie a lui che l’Italia, infatti, è uscita dalla tradizionale equidistanza tra Israele e il mondo arabo. Il commento di VITTORIO EMANUELE PARSI 

BerlusconiPensieroso_R375.jpg (Foto)

Non è stato un viaggio da nulla quello che Silvio Berlusconi ha appena concluso in Israele. Per il suo rientro sulla scena internazionale dopo la convalescenza dovuta all’aggressione milanese, il presidente del Consiglio italiano ha scelto di recarsi in un Paese che “lo stima e lo ama”, per riprendere le parole con le quali il premier israeliano Bibi Netanyahu lo ha accolto alla Knesset, dove Berlusconi ha tenuto un applaudito discorso.


Per comprendere quanto sinceri fossero i toni di Netanyahu basta considerare quanto l’azione di Berlusconi, a partire già dal 1994, abbia contribuito a mutare la tradizionale politica italiana verso il Levante e, più specificamente, sulla questione israelo-palestinese.


Alla linea dell’“equidistanza”, che tendeva a mantenere concretamente ottimi rapporti (anche d’affari) con il mondo arabo senza lasciare che venisse meno la solidarietà retorica verso Israele, Berlusconi ha sostituito un atteggiamento molto più risoluto. E’ quello che è emerso durante il suo discorso alla Knesset, in cui, dopo aver sottolineato le “radici giudaico-cristiane dell’Occidente”, e aver ricordato l’infamia della Shoah e delle leggi razziali dell’Italia fascista, ha riconosciuto la natura compiutamente democratica dello Stato di Israele, caso unico in tutto il Medio Oriente.

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COMMENTI
04/02/2010 - Bravo Berlusconi! (Alberto Pennati)

Finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire cosa è veramente l'iran, uno stato totalitario retto da un terrorista islamico. Mi piacerebbe sapere cosa sta aspettando il presidente Obama per mostrare il "pugno": che arrivi all'atomica per poi sperare che Israele risolva la questione?