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DIARIO HAITI/ Fiammetta: il primo giorno di scuola “normale” tra tende e macerie

Pubblicazione:venerdì 5 febbraio 2010

haiti_tendaAvsiR375.jpg (Foto)

 

La vita procede, a Port-au-Prince. I campi, pieni di sfollati, sono tenuti in piedi e organizzati dai volontari delle ong e delle forze di soccorso. La precarietà rimane, ma una sistemazione, anche provvisoria, permette di ritrovare quel minimo di stabilità e di normalità di cui la vita ha bisogno per andare avanti. Lo ha scritto più volte Fiammetta, cooperante di Avsi ad Haiti, nel suo diario: difficile non è sgombrare le macerie o tirar su case nuove, ma ricostruire la speranza, soprattutto di chi non ha niente. Ecco perché ricominciare la scuola, come è accaduto ieri, è tutt’altro che scontato.

 

4 febbraio, Port-au-Prince, Haiti

 

Oggi al campo sfollati di Place Fierte (si vede anche su google hearth!) è iniziata la scuola. Con quattro giorni di ritardo sul calendario, a 23 giorni dalla catastrofe. Con il direttore che non vedevo da tre anni e i tre bauli di libri.

Due tende pluriclasse: prima, seconda, terza e quarta quinta sesta. Sono un po’ fitti i ragazzini, ma nei prossimi giorni montiamo altre due tende della Protezione civile per suddividerli.

 

A Martissant, l’altro quartiere dove AVSI fa accoglienza e sostegno ai senzatetto, quando siamo arrivati alla piccola struttura dove siamo basati, c’era un gruppo di una decina di mamme con i loro neonati in braccio. Bimbi nati dopo il terremoto. Hanno accolto Jean Philippe e me dicendo: “Ci han detto che questo è l’ufficio delle mamme”. Cioè hanno identificato quel luogo come un punto cui poter appoggiare se stesse e la propria maternità.

 

 

Per continuare la lettura del diario di Fiammetta Cappellini (Avsi) da Haiti clicca >> qui sotto


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