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DIARIO HAITI/ Fiammetta: il sacrificio di Cecilia, la scossa di una speranza più forte del terremoto

Un'altra pagina del diario di FIAMMETTA CAPPELLINI da Haiti. Il lavoro di ricostruzione è reso ancora più duro dalla notizia della scomparsa di una cara amica, Cecilia. Il suo sacrificio, però non è stato vano

haiti_terremoto_soccorsi1R375.jpg (Foto)

 

Fiammetta Cappellini regala a ilsussidiario.net un'altra pagina del suo diario da Haiti, dove continua lavorare per Avsi da prima del terribile sisma che ha messo in ginocchio il Paese e la popolazione.

Il lavoro è reso ancora più duro dalla notizia della scomparsa di una cara amica, Cecilia. Il suo sacrificio, però non è stato vano per i colleghi e per chi ha avuto la fortuna di incontrarla.

 

8 febbraio, Port-au-Prince, Haiti

 

Carissimi,

  

ieri è stata una giornata triste: in Italia sono stati celebrati i funerali della mia amica Cecilia.

Lavorava alla Minustah, si occupava di risoluzione della violenza comunitaria. Noi di Avsi insieme a lei stavamo preparando un progetto per il reinserimento sociale dei bambini legati alle bande armate, da realizzarsi a Cité Soleil.

Giovedì 14 gennaio sarebbe partita in vacanza. Ci eravamo salutate pochi giorni prima. Invece è andata diversamente. Il 12 gennaio alle 5 era ancora in ufficio. Purtroppo. Quando abbiamo saputo della sua morte.

È stato un duro colpo per tutti noi. Cecilia era una persona positiva, che credeva nel suo lavoro e amava questo Paese. Lascia un grande vuoto e una grande nostalgia in tutti noi. Avremmo voluto esserci anche noi a salutarla. Ma abbiamo la nostra missione da realizzare qui. Quella stessa missione in cui anche lei credeva. Sono certa che avrà capito perche noi non c'eravamo.

 

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