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DIARIO CILE/ Daniel: la paura e l’insicurezza pesano più del terremoto nel cuore della gente

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Ma la più grande calamità potrebbe non essere ancora in vista... Le città e i villaggi sulle coste hanno sofferto due volte la calamità: il terremoto e lo tsunami successivo. Ci sono città come Peyuhue, Constitución, Dichato, dove il mare ha travolto e spazzato via oltre il 50% delle città (a volte di più). Grazie alla cultura antisismica che esiste in Cile, molte vite sono state salvate. In molti casi, gli abitanti, nonostante la notte e la paura, sono corsi verso qualsiasi mezzo di trasporto per raggiungere le zone più elevate ed evitare di essere inghiottiti dalle onde giganti che furiose giungevano nell’entroterra pochi minuti dopo il terremoto.

 

A causa del difficile accesso via terra, mare e aria che hanno le zone costiere più colpite, non è stato ancora possibile portare i soccorsi alle persone. Non è stato nemmeno possibile stilare un bilancio ufficiale dei morti effettivi, per non parlare dei danni economici. Tutto questo farà sicuramente discutere nei prossimi giorni


Bisogna solo sperare che le autorità possano inviare effettivamente i generi di prima necessità e il personale militare, al fine di garantire l'ordine e la sicurezza nelle zone più colpite, dove l'insicurezza, l'impotenza, la paura e la tristezza pesano notevolmente sui superstiti di questa catastrofe naturale.

 

(Daniel Silva)



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