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LETTERA PAPA/ Waters: riuscirà Benedetto XVI a riconciliare la Chiesa e la società d'Irlanda?

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Questo per una serie di motivi. Il primo è che il documento non contiene gesti verso la società civile, come se non ci si rendesse conto della necessità di un confronto con richieste ed esigenze che non provengono dall’interno della Chiesa, prendendo troppo alla lettera i numeri di una ancora consistente partecipazione ai riti e alle pratiche religiose.

 

Dare risposte anche alla più ampia società e alle sue istituzioni civili è indispensabile anche per il rinnovamento della Chiesa, data la doppia appartenenza già vista dei fedeli cattolici e la vergogna che in questo momento paralizza il cattolicesimo. In questa situazione, i cattolici non possono essere soddisfatti, come cattolici, se non si danno risposte anche alla più ampia società civile.

 

La maggior parte dei cattolici irlandesi deve già resistere alla tentazione di unirsi ai nemici della Chiesa, figurarsi se si vuol preoccupare del rinnovamento della istituzione.

 

Nel giro di poche ore dalla pubblicazione della Lettera Pastorale è risultata evidente la risposta negativa delle vittime. Forse era impossibile una risposta diversa. Forse l’alleanza tra vittime degli abusi e commentatori sui media è così mirata a incalzare la Chiesa fino a un possibile suo annientamento, da non lasciare nessuno spazio a una risposta che non sia negativa.

 

Tenendo conto di tutto questo, bisogna riconoscere che la Lettera, dal punto di vista della società civile, offre poco per alleviare il disagio e l’inquietudine che si sono sviluppati durante lo scorso anno.

 

Il problema non è, come verrà detto, che non si è offerta nessuna testa sul piatto, perché il Papa ha probabilmente capito che si sarebbe così dato inizio a una sorta di domino senza fine. Tuttavia, era necessario un qualche gesto e non è sufficiente dire a preti e vescovi di assumere le loro responsabilità e di sottomettersi alle autorità civili, richiesta che rischia di apparire ovvia.

 

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COMMENTI
22/03/2010 - Cosa si vuole di più? (MASSIMILIANO PELLEGATTA)

Mi dispiace Dr. Waters, ma dissento dal suo giudizio. Il Santo Padre ha detto e fatto più di quello che poteva... cose deve fare ancora? Strisciare davanti ad ogni vittima e fare "mea culpa", chiedendo perdono e dimettersi? Mi dispiace caro Dr. Waters, la stimo molto e l'ho sempre seguita al Meeting di Rimini, ma stavolta dissento! Massimiliano

 
22/03/2010 - Il cigno nero (FRANCO GRIZIOTTI BASEVI)

Per secoli la Chiesa si è barcamenata, a volte anche al limite dell'impensabile, coprendo le malefatte dei propri sottoposti e tacendo, tacendo e ancora tacendo. Nell'epoca della comunicazione a tutti i costi, non è riuscita a seppellire i misfatti, pur tentandoci accanitamente per anni. Fatta la frittata e venuto a galla l'orrore non si poteva più tacere nulla e il Papa ha finalmente scritto la "Lettera". Valida, meno valida? non è questo il punto! Il Papa ha DOVUTO scrivere la "Lettera". Questo è il punto, la Chiesa non ha più potuto coprire e nascondere, cambiando, per esempio, sede ai preti pedofili: non ha più potuto nascondersi dietro il diritto d'esercitare solo la propria giustizia. Il messaggio di Cristo? A oggi direi disatteso nei fatti dalla maggior parte dei preti e delle alte cariche: disaffezione, non più una vocazione ma un lavoro, interessi, denari, politica e intrallazzi di variopinto genere hanno fatto e fanno da sfondo a tante belle parole, ma a pochi fatti (fatti col cuore e non per dovere) compiuti da sacerdoti, missionari e religiosi a cui va ancora tolto tanto di cappello, ma sono pochi, molto pochi. "farsi eunuchi per il regno dei cieli"? bella frase ad effetto: sono ben 2000 anni che la Chiesa ci riflette e forse sono ben 2000 anni di violenze su minori e devianze sessuali (mi viene da pensare). In mezzo a 1000 cigni bianchi bastano 20 o 30 cigni neri per non essere più credibili. Condannare il peccato e salvare il peccatore? Ma per favore ...

 
22/03/2010 - Ma che cosa vorrebbe Mr. Waters? (Carla D'Agostino Ungaretti)

"Un gesto radicale"? Che il Papa cioè chiedesse perdono a nome dell'intera Chiesa cattolica? Se lo avesse fatto avrebbe coinvolto come colpevole anche me, che ne faccio parte. Invece i colpevoli sono individualmente quei pochi o tanti (sempre troppi) che hanno commesso quegli atti abominevoli. Se poi avesse fatto un discorso più "giuridico - penale" invocando con maggior rigore le condanne,non sarebbe stato accusato di ingerenza nel sistema giudiziario irlandese? Invece il Papa ha parlato, da Papa, ai cattolici che vogliono starlo a sentire, tutti gli altri si cuocessero nel loro brodo, e la finissero di invocare il matrimonio per i preti, come se la pedofilia non allignasse (purtroppo) ovunque! Che dire allora del turismo sessuale, che sfrutta quelle disgraziate creature dei paesi poveri? Le cronache sono piene di queste brutture. E' vero che i preti, in quanto preti, sono maggiormente responsabili, ma è anche vero che la secolarizzazione e il relativismo hanno infettato anche molti di loro. Il celibato ecclesiastico non c'entra per nulla in questa storia: la Chiesa ha alle spalle ben 2000 anni di riflessione teologica sul significato del "farsi eunuchi per il Regno dei Cieli" e chi non lo sa si documentasse, prima di insegnare al Papa che cosa deve fare!

 
22/03/2010 - Lettera al Papa (Carlo Fabbri)

Grazie Sig.Waters, concordo con lei. Per troppo tempo è stato ignorato il problema all'interno della Chiesa.

 
22/03/2010 - Giustizia è la legge di Dio, che è Misericordia. (Francesco Carbonchi)

Caro Sig. Waters, mi permetto di dissentire. Credo di comprendere la sua preoccupazione e le sue considerazioni ma io sono convito che il Papa le abbia già fatte sue e che nella lettera ne abbia tenuto conto. Lei dice: "Dare risposte anche alla più ampia società e alle sue istituzioni civili è indispensabile anche per il rinnovamento della Chiesa. I cattolici non possono essere soddisfatti, come cattolici, se non si danno risposte anche alla più ampia società civile." Io credo che la risposta del Papa sia l'unica valida. Il Papa esorta alla riconciliazione con la Chiesa e con Dio. Non c'è un'altra strada per chiedere il perdono di Dio se non attraverso la Chiesa e i suoi ministri. E non esiste giustizia umana o tribunale umano che possano dare una risposta più soddisfacente al bisogno delle vittime che non l'amore di Dio commosso. L'indicazione del Papa risponde al bisogno profondo di giustizia di ogni uomo, non solo dei cristiani. E questo bisogno non verrebbe saziato nemmeno se tutti i preti pendessero dalla forca, come molti, e non da oggi, si augurano.

 
21/03/2010 - in quali acque navigare (Antonio Servadio)

Caro Sig. Waters, il Papa ha il compito di prendersi cura di quegli argomenti che ha trattato, da lei ben evidenziati. Quanto agli altri risvolti, se ne occupi la giustizia secolare. Siamo sicuri che sia giusto, e che sia un bene, che sia utile, che il Santo Padre vada sconfini addentrandosi in argomentazioni giuridiche o sociologiche ?