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LETTERA PAPA/ Waters: riuscirà Benedetto XVI a riconciliare la Chiesa e la società d'Irlanda?

Pubblicazione:domenica 21 marzo 2010

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Un altro problema sorge con l’analisi delle cause alla radice degli abusi sui minori, che dice molto sulle difficoltà di riconciliare la Chiesa e la società. Il Santo Padre parla dei danni derivanti dalla secolarizzazione e, naturalmente, ha del tutto ragione. Il problema è che la sua analisi è troppo abbozzata per trasmettere il suo reale pensiero sulla corruzione della proposta cristiana indubbiamente alla radice di tutto questo male: se Cristo fosse stato realmente nel cuore del clero, tutto questo non sarebbe accaduto.

 

In mancanza di un sufficiente approfondimento, però, le sue parole rischiano di essere fraintese, anche in malafede, come un tentativo di incolpare dei peccati della Chiesa i suoi nemici, invece di addossarne la piena responsabilità alla Chiesa stessa.

 

Se avessi potuto consigliare il Papa prima della pubblicazione della Lettera, gli avrei detto che era magnifica nell’affrontare il dolore dei fedeli irlandesi e nel delineare il cammino per portare alla sua riabilitazione la fede cristiana in Irlanda. Avrei rassicurato il Papa che il tono del documento era quello giusto per la comunità cristiana cui era diretto. Ma mi sarei sentito obbligato a dirgli che, così redatto, era probabilmente insufficiente nel contesto generale, a meno che fosse aggiunto qualcosa su come i colpevoli dovevano essere sottoposti alle autorità civili.

 

Avrei consigliato di compiere pubblicamente un gesto radicale, perfino drastico, per portare uno spiraglio di pace in questo conflitto devastante. Così, credo, avrebbe potuto esserci qualche probabilità che la Lettera Apostolica fosse letta dai fedeli con cuore più sollevato e con rinnovata speranza di un nuovo inizio.



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
22/03/2010 - Cosa si vuole di più? (MASSIMILIANO PELLEGATTA)

Mi dispiace Dr. Waters, ma dissento dal suo giudizio. Il Santo Padre ha detto e fatto più di quello che poteva... cose deve fare ancora? Strisciare davanti ad ogni vittima e fare "mea culpa", chiedendo perdono e dimettersi? Mi dispiace caro Dr. Waters, la stimo molto e l'ho sempre seguita al Meeting di Rimini, ma stavolta dissento! Massimiliano

 
22/03/2010 - Il cigno nero (FRANCO GRIZIOTTI BASEVI)

Per secoli la Chiesa si è barcamenata, a volte anche al limite dell'impensabile, coprendo le malefatte dei propri sottoposti e tacendo, tacendo e ancora tacendo. Nell'epoca della comunicazione a tutti i costi, non è riuscita a seppellire i misfatti, pur tentandoci accanitamente per anni. Fatta la frittata e venuto a galla l'orrore non si poteva più tacere nulla e il Papa ha finalmente scritto la "Lettera". Valida, meno valida? non è questo il punto! Il Papa ha DOVUTO scrivere la "Lettera". Questo è il punto, la Chiesa non ha più potuto coprire e nascondere, cambiando, per esempio, sede ai preti pedofili: non ha più potuto nascondersi dietro il diritto d'esercitare solo la propria giustizia. Il messaggio di Cristo? A oggi direi disatteso nei fatti dalla maggior parte dei preti e delle alte cariche: disaffezione, non più una vocazione ma un lavoro, interessi, denari, politica e intrallazzi di variopinto genere hanno fatto e fanno da sfondo a tante belle parole, ma a pochi fatti (fatti col cuore e non per dovere) compiuti da sacerdoti, missionari e religiosi a cui va ancora tolto tanto di cappello, ma sono pochi, molto pochi. "farsi eunuchi per il regno dei cieli"? bella frase ad effetto: sono ben 2000 anni che la Chiesa ci riflette e forse sono ben 2000 anni di violenze su minori e devianze sessuali (mi viene da pensare). In mezzo a 1000 cigni bianchi bastano 20 o 30 cigni neri per non essere più credibili. Condannare il peccato e salvare il peccatore? Ma per favore ...

 
22/03/2010 - Ma che cosa vorrebbe Mr. Waters? (Carla D'Agostino Ungaretti)

"Un gesto radicale"? Che il Papa cioè chiedesse perdono a nome dell'intera Chiesa cattolica? Se lo avesse fatto avrebbe coinvolto come colpevole anche me, che ne faccio parte. Invece i colpevoli sono individualmente quei pochi o tanti (sempre troppi) che hanno commesso quegli atti abominevoli. Se poi avesse fatto un discorso più "giuridico - penale" invocando con maggior rigore le condanne,non sarebbe stato accusato di ingerenza nel sistema giudiziario irlandese? Invece il Papa ha parlato, da Papa, ai cattolici che vogliono starlo a sentire, tutti gli altri si cuocessero nel loro brodo, e la finissero di invocare il matrimonio per i preti, come se la pedofilia non allignasse (purtroppo) ovunque! Che dire allora del turismo sessuale, che sfrutta quelle disgraziate creature dei paesi poveri? Le cronache sono piene di queste brutture. E' vero che i preti, in quanto preti, sono maggiormente responsabili, ma è anche vero che la secolarizzazione e il relativismo hanno infettato anche molti di loro. Il celibato ecclesiastico non c'entra per nulla in questa storia: la Chiesa ha alle spalle ben 2000 anni di riflessione teologica sul significato del "farsi eunuchi per il Regno dei Cieli" e chi non lo sa si documentasse, prima di insegnare al Papa che cosa deve fare!

 
22/03/2010 - Lettera al Papa (Carlo Fabbri)

Grazie Sig.Waters, concordo con lei. Per troppo tempo è stato ignorato il problema all'interno della Chiesa.

 
22/03/2010 - Giustizia è la legge di Dio, che è Misericordia. (Francesco Carbonchi)

Caro Sig. Waters, mi permetto di dissentire. Credo di comprendere la sua preoccupazione e le sue considerazioni ma io sono convito che il Papa le abbia già fatte sue e che nella lettera ne abbia tenuto conto. Lei dice: "Dare risposte anche alla più ampia società e alle sue istituzioni civili è indispensabile anche per il rinnovamento della Chiesa. I cattolici non possono essere soddisfatti, come cattolici, se non si danno risposte anche alla più ampia società civile." Io credo che la risposta del Papa sia l'unica valida. Il Papa esorta alla riconciliazione con la Chiesa e con Dio. Non c'è un'altra strada per chiedere il perdono di Dio se non attraverso la Chiesa e i suoi ministri. E non esiste giustizia umana o tribunale umano che possano dare una risposta più soddisfacente al bisogno delle vittime che non l'amore di Dio commosso. L'indicazione del Papa risponde al bisogno profondo di giustizia di ogni uomo, non solo dei cristiani. E questo bisogno non verrebbe saziato nemmeno se tutti i preti pendessero dalla forca, come molti, e non da oggi, si augurano.

 
21/03/2010 - in quali acque navigare (Antonio Servadio)

Caro Sig. Waters, il Papa ha il compito di prendersi cura di quegli argomenti che ha trattato, da lei ben evidenziati. Quanto agli altri risvolti, se ne occupi la giustizia secolare. Siamo sicuri che sia giusto, e che sia un bene, che sia utile, che il Santo Padre vada sconfini addentrandosi in argomentazioni giuridiche o sociologiche ?