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IL CASO/ La Gran Bretagna discrimina i cristiani e si affida ai tribunali islamici

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Sono così riuscito a recuperare le norme oggi applicate dai Muslim Tribunal Arbitration, peraltro facilmente accessibili anche online e comunque raccolte in diverse pubblicazioni, tra cui quella di Dennis MacEoin, edita nel febbraio 2009 per conto della londinese Civitas: Institue for the Study of Civil Society. Ne è venuto fuori un interessante florilegio.

 

Ad esempio: «una donna musulmana non può, in nessuna circostanza, sposare un uomo non musulmano, a meno che questi non si converta all’Islam, e nel caso tale regola venisse violata, alla donna verrebbe sottratta la custodia del figlio, a meno che non risposi un uomo musulmano»; «la moglie non può rifiutare di concedersi sessualmente ogni volta che il marito lo pretenda» (ma non vale il contrario); «una donna non può più convivere col marito se questi dovesse abbandonare l’Islam»; «i non-musulmani possono essere privati dei propri diritti in caso di successione»; «una donna non ha alcun diritto patrimoniale in caso di divorzio»; «la sharia deve comunque prevalere sui giudizi delle corti britanniche»; «i diritti sulla custodia dei minori possono differire da quelli previsti dalla vigente normativa britannica in materia»; «sottoscrivere assicurazioni per i musulmani è proibito, anche se imposto dalla legge statale»; «non esiste alcun obbligo di registrare un matrimonio, nonostante quanto prevedano le leggi britanniche»; «un avvocato musulmano ha il dovere morale di ignorare una legge del Regno Unito quando questa contrasti con i principi della sharia»; «una donna non può lasciare la propria abitazione senza il consenso del marito» (cosa che, peraltro, potrebbe integrare il reato di sequestro di persona); «l’adozione legale è proibita»; «una donna non può avere la custodia dei propri figli una volta che compiano 7 anni (per i maschi) e 9 anni (per le femmine)»; «una donna non può sposarsi senza la presenza ed il permesso di tutore maschio»; «un figlio illegittimo non può ereditare dalla linea paterna»; e così via.

 

Resta l’amarezza per la situazione sempre più schizofrenica in cui vive la società britannica. Da una parte vi è una sorta di odioso accanimento discriminatorio nei confronti dei cristiani e dall’altra una pavida accondiscendenza nei confronti della sempre più potente e temuta comunità islamica. Inimmaginabile sarebbe stata la reazione dell’anticlericale ed iperlaicista Terry Sanderson, presidente della National Secular Society, o dell’ateissima Polly Toynbee, presidente della British Humanist Association, se si fosse solamente ipotizzata l’idea di creare dei Christian Arbitration Tribunal, nei quali la regola fosse che «un avvocato cristiano ha il dovere morale di ignorare una legge del Regno Unito quando questa contrasti con i principi del diritto naturale». Apriti cielo!

 

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COMMENTI
22/03/2010 - Amen. (Alberto Pennati)

Dopo aver letto questo interessante articolo, che credo ai più di noi (me compreso) abbia rivelato cose che si ignoravano, mi vengono in mente tante belle parole trite e ritrite sull'integrazione. Mi vengono anche in mente alcune parole spese in merito alla difesa delle radici cristiane, ritenuta da qualcuno non così urgente e degna di lode unicamente la centralità delle opere, unico metro di giudizio finale (mah!). Chissà se questa persona è a conoscenza di quanto qui affermato e chissà quali sono le conclusioni che ne trarrebbe. Forse un cristiano, solo perchè è nel proprio paese, merita di essere difeso meno - o non del tutto - rispetto ad un mussulmano? O forse integrazione significa perdere i propri valori per non offendere i mussulmani?

 
22/03/2010 - Sharia in G.B. (Lindo Caprino)

Io ho sempre sentito che bisogna accogliere gli extra-comunitari per ragioni umanitarie e sociali, aiutandoli a inserirsi e integrarsi nella nostra società. In Inghilterra invece sta nascendo una società islamica parallela a quella britannica e che, a quanto pare può addirittura,attrarre a sè quella indigena: cioè gli inglesi, senza che se ne accorgano, si integrano nella società islamica, se ho ben capito. Dovremo fare anche noi questa stessa fine? Sicuramente quando i mussulmani avranno raggiunto il 50% di presenze tra noi! Santa Lega pensaci tu!

 
22/03/2010 - Giustizia parallela in Gran Bretagna (Giovanni Crema)

La culla della democrazia, diventerà rapidamente la bara della democrazia; ma è giusto così: in natura il vuoto non può esistere, viene subito riempito da qualcos'altro, non importa se migliore o peggiore di quanto c'era prima. Il nostro vuoto di umanità verrà rimpiazzato da un pieno di disumanità. E' già sucesso nel secolo scorso, ma l'abbiamo già dimenticato.