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SCENARIO/ La retromarcia sull’aborto fa vincere a Obama la sfida della sanità

Pubblicazione:martedì 23 marzo 2010

Obama_TelefonoR375.jpg (Foto)

I vescovi hanno manifestato da subito il sostegno alla riforma, ma ne hanno condizionato l’approvazione al nodo dell’aborto. Al “no” a qualsiasi forma di sussidi pubblici per l’interruzione di gravidanza i vescovi mai hanno rinunciato. Anche quando i fondi federali (come nel testo di fatto approvato) non andavano direttamente a finire alle polizze che contenevano prestazioni sanitarie come l’aborto.

 

Stupak e i suoi si sono “accontentati” (si fa per dire) di un executive order con il quale la Casa Bianca negherà soldi e fondi alle cliniche abortiste. La Conferenza episcopale Usa avrebbe forse voluto di più poiché un executive order ha valore meno vincolante di una legge e può essere ritirato o rovesciato da un tribunale.

 

Se una lezione i cattolici Usa devono trarre da questo lungo braccio di ferro sull’health care è la divisione creatasi fra le file dei credenti. Con la maggior parte dei cattolici favorevoli alla riforma, e la Chiesa, come istituzione, contraria. Scenario che in fondo riflette il flusso elettorale del 2008 quando la maggior parte del mondo cattolico votò per “l’abortista” Obama mettendo in primo piano le preoccupazioni socio-economiche rispetto ai cosiddetti temi etici.

 

I repubblicani hanno perso la battaglia, ma la “guerra” è ancora in gioco. Perché se oggi Obama e i suoi festeggiano, la destra ha già spostato il mirino a novembre quando si svolgeranno le elezioni di medio termine. Il Gop sogna di riprendersi il controllo del Congresso e minaccia di riscrivere parte della normativa. Gli analisti sostengono che i democratici pagheranno dazio anche per aver approvato da soli, rinunciando a un accordo bipartisan, l’health care. In realtà se lo spirito bipartisan si è infranto molte delle responsabilità le hanno i repubblicani che mai hanno voluto discutere realmente con i democratici.

 

Le elezioni di midterm saranno giudici implacabili, ma la bontà o meno della riforma Obama si misurerà negli anni. Prima di tutto conterrà il deficit come previsto? Aumenteranno gli assicurati? Le compagnie assicurative abbatteranno i premi? Domande alle quali i repubblicani pretendono di dare risposte negative, ma solo il tempo sarà galantuomo.

 

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COMMENTI
23/03/2010 - Ingraniamo la vita. (claudia mazzola)

C'è una donna che mi dice come può abortire? Io per ora ne ho conosciute poche, e che lo hanno fatto causa problemi esterni, tipo lavoro, scandalo o solitudine. Ultimamente non faccio altro che incontrare donne felici di essere incinte. Coraggio donne siate libere di partorire!

 
23/03/2010 - Numeri (Giovanni Coccia)

Arrivo qui dopo aver letto questo bell'articolo di Giannino sullo stesso argomento. http://www.chicago-blog.it/2010/03/23/lobamacare-o-dello-statalismo-demagogico/#more-5483 Al di là delle differenze riguardo alla filosofia di fondo ci sono delle discordanze non secondarie riguardo ai numeri evidenziati nei due articoli. Sarebbe interessante avere qualche spiegazione al riguardo. Un vostro affezionato lettore.

RISPOSTA:

Gentile lettore, non mi sembra che vi siano discrepanze così evidenti sui numeri. Ho citato i dati diffusi dal Cbo che pure Giannino ha utilizzato. Lui, da straordinario conoscitore dei meccanismi economici e fiscali alla base di talune decisioni politiche, li ha poi esaminati nel dettaglio evidenziando nel merito e forse anche nel metodo le contraddizioni di questa riforma che tanto piace – e concordo con Oscar Giannino – alla stampa europea e all’opinione pubblica nostrana. Analizzare i numeri non era l’intenzione del mio commento. Che ho volutamente tenuto su un piano più politico. Che il Cbo non sia il la Bibbia ma solo una fonte autorevole in materia fiscale e di conti pubblici è evidente. E lo sanno pure i repubblicani visto che nel dibattito di domenica hanno presentato cifre sul deficit e sui costi della riforma ben diverse e più drammatiche di quelle del Cbo e offerte dall’analisi di Giannino. Tutto qui. La diversa filosofia di fondo che lei riscontra nel mio pezzo e in quello di Giannino è figlia non di due giudizi opposti, ma di due aspetti diversi che abbiamo voluto raccontare della vicenda dell’health care. Perché mi creda, nel merito della riforma, sottoscrivo quasi ogni virgola del collega. Ciò nonostante restano sia l’evento di portata storica sia il giudizio sulla vittoria di Obama. La saluto Alberto Simoni