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SCENARIO/ La retromarcia sull’aborto fa vincere a Obama la sfida della sanità

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Sta di fatto che Obama, spesso e non a torto dipinto come un finto decisionista, ha agito da statista mettendo in secondo piano gli umori del Paese, infischiandosene dei sondaggi. Anziché lo oscillazioni del suo gradimento, ha trattato i numeri, i dati, le cifre del bilancio della sanità, dei non assicurati e dei costi esorbitanti con sano realismo. E ha capito di avere in mano l’occasione storica di cambiare.

 

La sua legge costerà 940 miliardi di dollari in 10 anni, ma abbasserà, dice l’organismo bipartisan del Congresso (Cbo) il deficit di 138 miliardi di dollari nello stesso lasso di tempo. I repubblicani non ci credono, ai democratici centristi queste cifre son bastate per convincerli a dire sì.

 

La sua riforma non è sicuramente perfetta, e forse nemmeno la migliore di quelle possibili. Ma se è riuscito laddove molti prima di lui sono caduti, un merito lo avrà: quello di non essersi arreso nemmeno quando, appena due mesi fa, tutto sembrava perduto. Oggi è il suo giorno. Da domani torneranno l’attualità politica, le scadenze elettorali e le polemiche ad attirare lo sguardo dei “pundits” e dei giornalisti. Ma oggi Obama può legittimamente alzare il calice e brindare. Con vino californiano, s’intende, in onore dell’alleata Nancy Pelosi che dal Golden State proviene.

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COMMENTI
23/03/2010 - Ingraniamo la vita. (claudia mazzola)

C'è una donna che mi dice come può abortire? Io per ora ne ho conosciute poche, e che lo hanno fatto causa problemi esterni, tipo lavoro, scandalo o solitudine. Ultimamente non faccio altro che incontrare donne felici di essere incinte. Coraggio donne siate libere di partorire!

 
23/03/2010 - Numeri (Giovanni Coccia)

Arrivo qui dopo aver letto questo bell'articolo di Giannino sullo stesso argomento. http://www.chicago-blog.it/2010/03/23/lobamacare-o-dello-statalismo-demagogico/#more-5483 Al di là delle differenze riguardo alla filosofia di fondo ci sono delle discordanze non secondarie riguardo ai numeri evidenziati nei due articoli. Sarebbe interessante avere qualche spiegazione al riguardo. Un vostro affezionato lettore.

RISPOSTA:

Gentile lettore, non mi sembra che vi siano discrepanze così evidenti sui numeri. Ho citato i dati diffusi dal Cbo che pure Giannino ha utilizzato. Lui, da straordinario conoscitore dei meccanismi economici e fiscali alla base di talune decisioni politiche, li ha poi esaminati nel dettaglio evidenziando nel merito e forse anche nel metodo le contraddizioni di questa riforma che tanto piace – e concordo con Oscar Giannino – alla stampa europea e all’opinione pubblica nostrana. Analizzare i numeri non era l’intenzione del mio commento. Che ho volutamente tenuto su un piano più politico. Che il Cbo non sia il la Bibbia ma solo una fonte autorevole in materia fiscale e di conti pubblici è evidente. E lo sanno pure i repubblicani visto che nel dibattito di domenica hanno presentato cifre sul deficit e sui costi della riforma ben diverse e più drammatiche di quelle del Cbo e offerte dall’analisi di Giannino. Tutto qui. La diversa filosofia di fondo che lei riscontra nel mio pezzo e in quello di Giannino è figlia non di due giudizi opposti, ma di due aspetti diversi che abbiamo voluto raccontare della vicenda dell’health care. Perché mi creda, nel merito della riforma, sottoscrivo quasi ogni virgola del collega. Ciò nonostante restano sia l’evento di portata storica sia il giudizio sulla vittoria di Obama. La saluto Alberto Simoni