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Esteri

IL CASO/ Quei moralisti inglesi che chiedono le dimissioni del Papa e aiutano i pedofili

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La stampa ha anche pubblicato, ai primi di marzo, la notizia che in una scuola elementare del Lincolshire, la East Wold Church of England Primary School, a bambini di 7 anni è stato fatto visionare un DVD, intitolato Living and Growing, prodotto da Channel 4 e raccomandato dal Ministero dell’Infanzia, Istruzione e Famiglia, in cui si mostravano un uomo ed una donna nudi (graficamente rappresentati in maniera assai realistica) che si inseguivano attorno ad un letto e che finivano poi per fare sesso, mentre una voce fuori campo descriveva nei dettagli l’azione in corso.

 

Neppure episodi del genere hanno fatto desistere il governo laburista dai propri intenti. Anzi, ora più che mai l’esecutivo di Sua Maestà intende procedere a tappe forzate in questa devastante campagna culturale in tema di sessualità dei più piccoli, nonostante uno studio scientifico commissionato dallo stesso ministero degli Interni, dal titolo Sexualisation of Young People Review e pubblicato lo scorso 26 febbraio, abbia messo in guardia dai rischi che una «ipersessualizzazione» possa rendere i bimbi potenziali vittime di abusi. «Causa di profonda preoccupazione da parte degli esperti», si legge nello studio, «è che il processo di sessualizzazione delle ragazze possa contribuire ad un mercato pedopornografico, come dimostra la preoccupante diffusione del fenomeno di adescamento on-line, da parte di pedofili, di bambini e ragazzi disposti, per denaro, a compiere atti sessuali davanti alla videocamera». Il monito dello studio ministeriale non è servito a nulla, come a nulla è servita la brutta figura rimediata lo scorso luglio dal governo, quando il rappresentante delle scuole britanniche in Europa, Ken Browne, vice preside della Dorothy Stringer High School di Brighton, venne arrestato per possesso di materiale pedopornografico. Era stato scelto dal ministero degli Esteri come «ambasciatore degli istituti scolastici britannici in Europa».

 

Per arginare il fenomeno di questa sessualizzazione precoce alcuni genitori hanno persino invocato una legge che vieti gli slogan con esplicito richiamo sessuale stampati sulle magliette dei bambini. Non si contribuisce certo ad arginare il fenomeno della pedofilia presentando le ragazzine come delle provocanti lolite. Così si è chiesto, per esempio, che venga proibita la stampa di frasi del tipo «Così tanti ragazzi, così poco tempo», sulle T-shirt di bambine di 7-12 anni, o la scritta “The Condom Broke” sulle tute da bambini. Manie da bacchettoni? Forse. Ma non è difficile comprendere, cum grano salis, quanto sia inopportuno che una bambina di sette anni circoli con la scritta «Non toccare se non te lo puoi permettere».

 

Oggi l’allarmante fenomeno della sessualizzazione precoce rischia una pericolosa sottovalutazione. Mi sono accorto di ciò quando lo scorso 16 marzo ho letto sul Daily Telegraph che in un locale notturno, lo Shadow Lounge Club di Weston-super-Mare, nel Somerset, alle tre della mattina la polizia ha sorpreso una quattordicenne danzatrice di lap dance mentre si esibiva completamente nuda di fronte ad un nutrito gruppo festante di attempati avventori. Si è pure scoperto che la ragazza era disponibile ad esibizioni “private” per 20 sterline, e ad una performance speciale, chiamata “Vip dance”, per 80 sterline.

 

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