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USA/ I nodi critici che mettono a rischio Obama e la sua riforma sanitaria

Pubblicazione:mercoledì 3 marzo 2010

obama_med_R375jpg.jpg (Foto)

Al momento attuale la Casa Bianca ha davanti a sé tre strade da scegliere se vuole evitare il naufragio del piano di riforma: riformulare il piano stesso alla sua radice cercando di trovare un nuovo accordo con i Repubblicani (ipotesi molto complicata visto l’andamento del meeting bipartisan), vincere le resistenze dell’ala sinistra dei democratici e far approvare senza ulteriori modifiche alla Camera il testo passato al Senato, oppure scegliere di utilizzare in Senato lo strumento del budget reconciliation, cioè un istituto parlamentare che consente di accorpare una legge (in questo caso la riforma sanitaria) a un altro provvedimento di spesa, evitando così che la legge venga rimessa all'ordine del giorno del Senato, dove i Democratici non hanno più la maggioranza di 60 seggi necessaria per bloccare il filibustering dell'opposizione. Bisogna infatti ricordare che i Democratici hanno perso il sessantesimo seggio, quello di Ted Kennedy in Massachusetts, che è andato ai repubblicani nelle elezioni del mese scorso.

 

Naturalmente i Repubblicani hanno espressamente chiesto ai Democratici di non ricorrere allo strumento del budget reconciliation che, sebbene utilizzato in passato anche dai Repubblicani, per una riforma di portata così vasta come quella sanitaria appare una scelta inopportuna anche agli occhi di alcuni tra i Democratici stessi (dubbi in tal senso sono stati espressi ad esempio dal senatore democratico Cristopher Dodd, l’artefice del piano di riforma presentato in Senato).

 

Se la prima ipotesi (riscrivere il piano di riforma da zero) non viene nemmeno presa in considerazione dal Presidente, anche le altre due strade non sembrano prive di ostacoli: mettere insieme tutte le correnti interne ai Democratici non è opera semplice viste le perplessità di molti suoi esponenti su alcuni punti chiave della riforma (come il sostegno all’aborto e la presenza/assenza della public option), d’altra parte il ricorso allo strumento del budget reconciliation (e quindi la scelta di approvare la riforma senza un accordo bipartisan) è un rischio politico non indifferente.

 

In sintesi si può dire che il meeting bipartisan ha reso evidente l’impossibilità attuale nel trovare un accordo tra i due partiti sul piano di riforma attuale presentato da Obama, il quale ora si trova davanti a una scelta cruciale: rimandare ulteriormente una decisione sulla riforma oppure procedere autonomamente senza l’appoggio dei Repubblicani (escluso magari qualche singolo esponente che potrebbe decidere di sostenerla).

 

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