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Esteri

ATTENTATO RUSSIA/ Giovanna, da Mosca: "le bombe non possono annientare la nostra umanità"

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Il messaggio del patriarca Kirill non si discosta molto: «Non dobbiamo rispondere al pericolo con la paura, il panico o la rabbia. La nostra risposta sia l’unità del nostro popolo, la sua risoluta volontà di fermare i terroristi e chi li sostiene, li finanzia o li giustifica. Il castigo di Dio li colpirà. Credo che non tarderà neppure la giustizia umana».

 

Rabbia, panico, paura - proprio queste, intanto, sembrano essere le alternative reali alla sicurezza ostentata dalle autorità: nel metro alcune donne di fattezze caucasiche sono state malmenate e spintonate fuori dal vagone, tra l’indifferenza dei passeggeri e l’assenza dei poliziotti; sui blog circolano commenti tra l’amaro e il cinico sul fatto che, se in epoca sovietica l’ateismo era compensato da un’etica civile almeno nelle relazioni interpersonali, oggi si parla tanto di rinascita della fede ma si è persa ogni fiducia gli uni negli altri e tanto più nello Stato.

 

Intanto, mentre girovago tra i siti internet alla ricerca di una parola di speranza reale, mi arriva per posta elettronica la lettera di un’amica:

 

«Cari amici,

Stamattina, quando ho saputo degli attentati, come sempre ho avuto paura. Paura per i miei amici, per voi. Ma stavolta, più grande della paura è stato il dolore. Dolore perché mi sono resa conto di quanto soffra Cristo, guardando noi così malvagi e vendicativi. All’inizio della Settimana santa, mentre inizia il Suo cammino di passione, Gli tocca una nuova smisurata sofferenza.

“Ti ho amato di un amore eterno, perché ho avuto pietà del tuo niente”. Chiediamo oggi, insieme, nella preghiera di aiutarci a vicenda a non lasciarci sommergere dalla paura, di essere insieme a Cristo nelle Sue sofferenze che continuano anche ora. Di stare dalla Sua parte, dalla parte della gratuità di Dio. Che ha avuto così pietà di noi da morire per noi. Un Dio morto per noi!.. Senza riconoscere questa Presenza resa possibile dal Suo sacrificio, l’uomo è condannato a restare nella sua malvagità, nella sua meschinità e dissipazione. Chiediamo insieme la Sua misericordia, perché l’amore di Cristo diventi l’unica possibile legge dell’esistenza per tutti. Olja».

 

Clicca >> qui sotto per continuare l’articolo di Giovanna Parravicini

 

 


COMMENTI
01/04/2010 - messaggio a giovanna da Peppone da Palermo (giuseppe chiappa)

Cara Giovanna, come non pronunciare le parole del "Pellegrino Russo"---Signore Gesù abbi pietà di me----continuando il passo che ci portera' tutti al Buon Gesù----in CRISTO--Peppone da Palermo

 
31/03/2010 - L'unico sguardo adeguato (Alessandro Caroli)

Cara Giovanna, Questo che hai testimoniato è l'unico sguardo adeguato all'umanità. All'esterno solo odio e comportamenti da avvoltoi. Ricordo quanto accadde per gli attentati in Spagna, il vergognoso sfruttamento politico che qualcuno fece della circostanza. È stato bello in particolare il reagire al fatto che i tuoi studenti si aspettavano la frusta liturgia del "minuto di silenzio": tu hai riposto a tema l'umano in tutta la sua forza. E la sua sorgente: la croce e la Risurrezione, presente nel saluto pasquale tipico degli ortodossi, saluto che neanche l'odio istituzionalizzato dell'epoca sovietica è riuscito ad annientare, saluto che dice di un'umanità viva. Grazie.