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Esteri

ATTENTATO RUSSIA/ Giovanna, da Mosca: "le bombe non possono annientare la nostra umanità"

GIOVANNA PARRAVICINI, da Mosca, manda questa testimonianza dopo l’attentato. C’è solo una possibilità contro la paura: «domandare che Cristo diventi l’unica legge dell’esistenza»

mosca_attentato2R375.jpg(Foto)

Lunedì mattina, Messa delle 8 a San Luigi dei Francesi, una delle due chiese cattoliche rimaste aperte in Urss anche sotto il regime sovietico, proprio dietro la Lubjanka, il famigerato quartier generale del Kgb. In chiesa poco più di una ventina di persone, perlopiù suore, un paio di uomini d’affari e qualche persona anziana. Sono proprio le suore salesiane, che arrivano trafelate, a dare l’allarme: nel vagone della metropolitana davanti al loro, alla stazione Lubjanka, mentre stavano scendendo per venire a Messa c’è stata un’esplosione. Ricordano una donna con i capelli e gli abiti in fiamme, loro sono riuscite a scappare, illese, ma hanno frammenti di vetri conficcati nei cappotti e se ne accorgono solo ora, in chiesa.

Dopo la Messa, uscendo dal dedalo di stradine silenziose - l’intero quartiere è formato da uffici dei Servizi, non ci abita nessuno - la città impazzisce, sirene di autoambulanze, pompieri, auto della polizia. Piazza Lubjanka è bloccata, il traffico viene deviato. La gente non sa ancora, ma nessuno protesta, è facile intuire che è successo qualcosa, pensare a una sciagura di vaste proporzioni.

Arrivati al lavoro, ci si attacca a internet con l’angoscia che le due deflagrazioni susseguitesi a distanza di poco più di mezz’ora siano solo l’inizio, e intanto comincia il fuoco di fila di telefonate e sms per assicurarsi vicendevolmente che stiamo bene, non siamo coinvolti.

È fin troppo facile indovinare la dinamica dell’accaduto, l’hanno capita tutti al solo udire l’urlo lacerante delle sirene: è l’ennesima sfida del terrorismo caucasico al cuore dello Stato russo, messa a segno da un commando di sole donne, come durante il conflitto russo-ceceno.

Quanto più cresce la paura - e lo attestano le strade che si sono rapidamente spopolate, la metropolitana semideserta anche stasera all’ora di punta - tanto più sembra prevalere la preoccupazione di infondere sicurezza. Quasi insultante, la sicumera con cui il sindaco Lužkov dichiara che «grazie all’efficienza della polizia, in città si è evitato il panico». Il Cremlino dichiara immediatamente di aver già disposto il rafforzamento delle misure di sicurezza in tutto il Paese: la lotta al terrorismo sarà proseguita «sino alla fine e senza alcuna esitazione», come assicura il presidente Medvedev. E Putin, dalla città siberiana di Krasnojarsk dove si trovava, ha definito «orribile per le sue conseguenze» e «ributtante per le modalità» il duplice attentato, promettendo che «i terroristi saranno eliminati».

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COMMENTI
01/04/2010 - messaggio a giovanna da Peppone da Palermo (giuseppe chiappa)

Cara Giovanna, come non pronunciare le parole del "Pellegrino Russo"---Signore Gesù abbi pietà di me----continuando il passo che ci portera' tutti al Buon Gesù----in CRISTO--Peppone da Palermo

 
31/03/2010 - L'unico sguardo adeguato (Alessandro Caroli)

Cara Giovanna, Questo che hai testimoniato è l'unico sguardo adeguato all'umanità. All'esterno solo odio e comportamenti da avvoltoi. Ricordo quanto accadde per gli attentati in Spagna, il vergognoso sfruttamento politico che qualcuno fece della circostanza. È stato bello in particolare il reagire al fatto che i tuoi studenti si aspettavano la frusta liturgia del "minuto di silenzio": tu hai riposto a tema l'umano in tutta la sua forza. E la sua sorgente: la croce e la Risurrezione, presente nel saluto pasquale tipico degli ortodossi, saluto che neanche l'odio istituzionalizzato dell'epoca sovietica è riuscito ad annientare, saluto che dice di un'umanità viva. Grazie.