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TEMPI/ In Iraq, Adnan e Zaiya uccisi perché cristiani: l'attacco islamico pre-elettorale

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Il suo pessimismo è tale che poi ha dichiarato: «Abbiamo bisogno di un intervento internazionale per spingere il governo centrale e quello locale ad agire immediatamente». Ma perché i cristiani di Mosul continuano ad essere bersaglio di violenze brutali?

 

Fra i cristiani stessi circolano due tesi: la prima incolpa i jihadisti iracheni e stranieri ben radicati nella città, dalla quale sarebbero intenzionati ad espellere ogni presenza non islamica; la seconda allude ad una strategia sotterranea dei curdi, che sarebbero dietro agli attacchi ai cristiani di Mosul per convincerli a trasferirsi nella piana di Ninive e nel Kurdistan vero e proprio, dove diventerebbero un utile cuscinetto fra i territori controllati dai curdi e quelli arabi.


Comunque stiano le cose, gli appelli di vari vescovi (soprattutto di monsignor Louis Sako arcivescovo di Kirkuk) all’unità politica dei cristiani sono destinati a cadere nel vuoto anche per questa tornata elettorale: al voto si presenteranno almeno cinque differenti liste cristiane, e cioè il Movimento democratico assiro, il Congresso nazionale caldeo, il Partito dell’unione democratica caldea, il Consiglio popolare caldeo siriaco assiro e la Lista democratica Ishtar che riunisce in coalizione altri tre partiti cristiani.


Non è detto che i cinque seggi parlamentari (su 325) riservati ai cristiani dalla legge elettorale vadano a candidati di questi partiti, poiché ci sono cristiani che si presentano alle elezioni con altre forze politiche. Dei quattro parlamentari cristiani uscenti uno è stato eletto col Pdk (il Partito democratico curdo) e un altro con la Lista Allawi.

 

 

Per la verità i cristiani non sono più frazionisti delle altre entità religiose ed etniche irachene: alle elezioni parteciperanno ben 306 partiti. I favoriti per la vittoria in realtà sono solo tre: l’Alleanza nazionale irachena erede dell’alleanza sciita che vinse le passate elezioni; lo Stato della Legge del premier uscente al Maliki, che ha abbandonato la vecchia alleanza sciita, e il Movimento nazionale iracheno di Iyad Allawi. Seguirà il solito mercato delle vacche, che purtroppo in Iraq prevede anche le auto bomba.

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