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IL CASO/ Lo "schiaffo" del cardinale O’Brien ai laburisti inglesi

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 Il Cardinale scozzese, notoriamente poco avvezzo alle diplomazie curiali – è, infatti, uno che non ama mandarle a dire – non si è lasciato irretire dai tentativi opportunistici di strumentalizzare il voto cattolico. Monsignor O’Brien, a differenza del laicista Sanders, preferisce alle fumisterie ideologiche, il pragmatismo chestertoniano. E, quindi, grazie ad un sano senso della realtà, unito ad una profonda conoscenza della natura umana, non è caduto nella trappola dei politicanti.


Anzi, proprio il discorso di Murphy gli ha dato il destro per sferrare un attacco frontale. Così, il porporato ha denunciato come nel Regno Unito si sta da tempo assistendo ad un «sistematico e spietato attacco ai valori familiari» grazie all’attuale governo. Ha poi proseguito con un lungo cahier de doléances.


«Quando si è introdotta la legge che ha permesso la sperimentazione sugli embrioni umani e la loro conseguente distruzione», ha tuonato il Cardinale, «le obiezioni della Chiesa e delle altre confessioni religiose sono state totalmente ignorate». «Quando si è introdotta la legge sulle unioni civili e sulla possibilità di adozione per le coppie dello stesso sesso» ha proseguito il porporato «le obiezioni della Chiesa e delle altre confessioni religiose sono state totalmente ignorate».


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COMMENTI
06/03/2010 - Un cardinale contro la narcosi delle coscienze (Giovanni Romano)

At last, at long last somebody spoke out! Ci voleva la Chiesa cattolica, ci voleva una chiesa di popolo per parlare fuori dai denti e con forza contro una deriva eugenetico-totalitaria che nemmeno Orwell avrebbe mai osato immaginare (Huxley ci si era avvicinato di più, con il suo bellissimo "Brave New World"). E che dire della Chiesa Anglicana? Quelli che non sono tornati a Roma che fanno, parlano? Oppure rimangono tutti allineati e coperti dietro il "politically correct", come zelanti "yes-men" del laicismo e della scristianizzazione? Una cosa però mi lascia l'amaro in bocca: la "conversione" di Tony Blair. Nessuno può giudicare l'intimo di una coscienza, ma perché da parte sua, quand'era primo ministro, non è mai venuta una parola, una sola, contro lo sfascio morale e sociale al quale il Labour stava portando il paese?