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IL CASO/ Meglio Talebani in Afghanistan o politicamente corretti in Gran Bretagna?

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Di fronte a quell’evidenza il predicatore, pur comprendendo di essere vittima di un agguato, non può fare a meno di rimarcare che «l’omosessualità, secondo la visione cristiana, è un peccato mortale e che il peccatore, in caso di mancato pentimento, è destinato alla dannazione eterna». Quanto basta per incorrere in seri guai. Dopo poco, infatti, si presentano due poliziotti, i quali riferiscono a Holes di essere stati chiamati da due uomini presenti al discorso, e gli contestano di aver affermato che «gli homos devono andare all’inferno».

 

Holes cerca di spiegare che le cose non erano andate propriamente così. Primo, perché lui non usa e non ha mai usato il termine dispregiativo di “homo”. Secondo, perché la questione dell’inferno era dottrinale e non un’espressione offensiva. La giustificazione, però, non evita al predicatore di essere arrestato e messo in cella. Il giorno dopo viene portato davanti al magistrato, lo Sheriff Rita Rae, per violazione del Criminal Justice (Scotland) Act 2003.

 

In quella sede, scioccato e preoccupato per quanto accadutogli, decide di patteggiare una multa di 1000 sterline, pur negando fino all’ultimo la propria colpevolezza. Holes, infatti, ha spiegato di non essere una persona facoltosa e quindi di non potersi permettere i costi di un processo, e che, inoltre, doveva urgentemente rientrare negli Usa perché il padre era gravemente malato.

 

L’episodio appare talmente incredibile che persino Peter Tatchell, un noto attivista per i diritti dei gay, ha preso le difese di Holes definendo decisamente «sproporzionata» la pena inflittagli. Ha anche aggiunto, mostrando un certo buon senso, che «il prezzo da pagare per la libertà di parola è quello di tollerare opinioni che possono apparire discutibili e offensive», perché «come le persone hanno il diritto di criticare la religione, i credenti dovrebbero avere il diritto di criticare l’omosessualità». Per Tachell, infatti «solo l’incitamento alla violenza dovrebbe essere illegale».

 

Non la pensa così, purtroppo, il competente Crown Service - corrispondente circa alla nostra Procura della Repubblica - che per bocca di un suo portavoce ha tenuto a precisare che quell’ufficio «prende sempre in considerazione, con estrema serietà, tutti i crimini derivanti da pregiudizio».

 

Non sono mancate, ovviamente, anche voci critiche da parte dei cristiani. Gordon Macdonald, esponente del Christian Action Research and Education for Scotland, ha deciso di protestare ufficialmente per questo caso allarmante e di scrivere a Stefen House, Capo della Strathclyde Police, per chiedere chiarimenti sulle direttive date agli agenti in simili situazioni.

 

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COMMENTI
15/04/2010 - Mutatis Mutandis (Antonio Servadio)

se qualche decennio or sono -innegabilmente- molte voci erano semplicemente costrette al silenzio, tanti comportamenti erano confinati e repressi dentro un ipocrita nascondimento, ora ci stiamo avvicinando ad un rovesciamento della situazione, in cui gli estremi forse si toccheranno. La minoranza potrà forse imporre le proprie modalità. Già c'è arroganza. La libertà di parola e di fede potrebbero assomigliare -nei fatti- ad un senso unico. I diversi di ieri potrebbero diventare gli uguali e vice versa accadrebbe agli odierni normali di trovarsi etichettati come alternativi, devianti o originali. Gli equilibri stabili sono sempre difficoltosi da raggiungere, richiedono tanto volonteroso, serio sforzo. La civiltà è sempre tutta da conquistare gradualmente. A me pare che buona parte di quella "tolleranza" che negli scorsi due decenni è stata sbandierata come un vittorioso traguardo, un consolidato raggiungimento, fosse ancora soltanto una vita fetale, immersa e protetta in un tiepido, rilassante liquido amniotico, contenente incrementali dosi di disinteresse (menefreghismo), ignoranza, massificazione (onda lunga del sovietismo), perfino cinismo, apatia e insomma tanta bella facile acquiescenza. Il vuoto lasciato dalla cacciata della fede (anche la "rossa") è stato quel ventre molle del relativismo nel quale possono attecchire i nuovi estremismi.