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IL CASO/ Meglio Talebani in Afghanistan o politicamente corretti in Gran Bretagna?

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Peter Kearney, portavoce della Chiesa Cattolica, ha lamentato come sia «molto difficile accusare penalmente un uomo per aver espresso proprie opinioni religiose», aggiungendo che «i fatti di questo caso mostrano chiaramente che le affermazioni di Holes nascevano da convinzioni di carattere religioso, e non da una forma odiosa di discriminazione».

 

Quando ho letto ciò che è accaduto a Philip Hollobone e a Shawn Holes non ho potuto fare a meno di pensare alle parole del presidente americano Roosevelt contenute nel suo celebre messaggio al Congresso del 6 gennaio 1941, noto come il discorso delle “quattro libertà”: «Nel futuro che noi cerchiamo di rendere sicuro, desideriamo ardentemente un mondo fondato su quattro libertà fondamentali dell’uomo. La prima è la libertà di parola e di espressione, ovunque nel mondo. La seconda è la libertà religiosa per qualunque credo, ovunque nel mondo. La terza è la libertà dal bisogno, ovunque nel mondo. La quarta è la libertà dalla paura, ovunque nel mondo».

 

In quel lontano 1941 Roosevelt, pronunciando quelle parole, pensava alla tragica situazione delle dittature europee, alla Germania nazista e all’Unione Sovietica comunista. Non avrebbe mai potuto immaginare che un giorno sarebbero servite anche per la Gran Bretagna del 2010.



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COMMENTI
15/04/2010 - Mutatis Mutandis (Antonio Servadio)

se qualche decennio or sono -innegabilmente- molte voci erano semplicemente costrette al silenzio, tanti comportamenti erano confinati e repressi dentro un ipocrita nascondimento, ora ci stiamo avvicinando ad un rovesciamento della situazione, in cui gli estremi forse si toccheranno. La minoranza potrà forse imporre le proprie modalità. Già c'è arroganza. La libertà di parola e di fede potrebbero assomigliare -nei fatti- ad un senso unico. I diversi di ieri potrebbero diventare gli uguali e vice versa accadrebbe agli odierni normali di trovarsi etichettati come alternativi, devianti o originali. Gli equilibri stabili sono sempre difficoltosi da raggiungere, richiedono tanto volonteroso, serio sforzo. La civiltà è sempre tutta da conquistare gradualmente. A me pare che buona parte di quella "tolleranza" che negli scorsi due decenni è stata sbandierata come un vittorioso traguardo, un consolidato raggiungimento, fosse ancora soltanto una vita fetale, immersa e protetta in un tiepido, rilassante liquido amniotico, contenente incrementali dosi di disinteresse (menefreghismo), ignoranza, massificazione (onda lunga del sovietismo), perfino cinismo, apatia e insomma tanta bella facile acquiescenza. Il vuoto lasciato dalla cacciata della fede (anche la "rossa") è stato quel ventre molle del relativismo nel quale possono attecchire i nuovi estremismi.