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Esteri

POLONIA/ Le sedie vuote di Katyn sono un mistero che nessuno potrà spiegare

Fiori per le vittime del disastro aereoFiori per le vittime del disastro aereo

 

Su quell’aereo c’erano quelli che avevano lottato, spesso pagando un prezzo molto alto, per la libertà del loro paese. Non erano politicanti di professione, spesso i loro nomi negli anni Settanta e Ottanta erano pronunciati sottovoce, i loro scritti giravano clandestinamente di mano in mano, ma erano delle autorità per chi stava combattendo per una Polonia diversa. Impossibile ricordare la storia di tutti. Permettetemi di ricordarne alcuni.

 

Lech Kaczynski, il presidente, spesso controverso e criticato, che fu uno dei fondatori di Solidarnosc e per questa ragione nel 1981 fu internato per quasi un anno, per poi restare costantemente al fianco di Lech Walesa. Fu uno dei protagonisti della Tavola Rotonda. Anna Walentynowicz, l’operaia il cui licenziamento provocò gli scioperi di Danzica del 1980, dalla cui vicenda sarebbe poi nata Solidarnosc, il suo è un nome simbolo della lotta degli operai polacchi per la dignità del lavoro.

 

E permettetemi di ricordare i tre amici che ho perso: Maciej Plazynski, Arkadiusz Rybicki, Janusz Krupski. Maciej e Arkadiusz, Maciek e Arek per gli amici, erano di Danzica, legati al movimento cattolico Mloda Polska (Giovane Polonia), e Janusz Krupski era di Lublino. Negli anni Settanta e Ottanta un filo segreto ma tenace legava Danzica a Lublino, un filo che aveva il volto del domenicano padre Ludwik Wisniewski, grande esempio di pastore universitario, che con il suo enorme carisma seppe educare buona parte della futura classe dirigente polacca. Maciek dopo il 1989 è stato il primo voivoda non comunista di Danzica, poi è stato deputato e presidente del Parlamento, infine è stato eletto senatore.

 

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COMMENTI
15/04/2010 - onore (Antonio Servadio)

Sia reso onore al grande popolo Polacco.