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POLONIA/ Le sedie vuote di Katyn sono un mistero che nessuno potrà spiegare

Pubblicazione:giovedì 15 aprile 2010

Fiori per le vittime del disastro aereo Fiori per le vittime del disastro aereo

 

Amato e stimato per la sua capacità di dialogo, ha dato un grande contributo alla ricostruzione economica ed imprenditoriale del paese. Arek, anche lui legato a padre Wisniewski e tra i fondatori della Giovane Polonia, è stato uno degli uomini più vicini a Walesa soprattutto dopo il 1981. Durante la notte dell’elezione a presidente di Lech Walesa, nel 1990, fu lui a farmi entrare, insieme al direttore di Tempi, nel cuore del Comitato elettorale. Era tuttora responsabile del Centro europeo di Solidarnosc. Avevamo in programma di vederci presto per parlare della prossima edizione del Meeting di Rimini e dei festeggiamenti per i trent’anni di Solidarnosc.

 

Janusz, amico fraterno durante gli anni del mio soggiorno a Lublino, dove aveva fondato un movimento e una rivista clandestina (Spotkania – Rivista indipendente dei giovani cattolici) sulla quale pubblicò anche alcuni documenti del magistero di Giovanni Paolo II che non potevano comparire sulla stampa ufficiale, in alcuni casi traducendoli nelle lingue degli altri paesi del blocco sovietico e trasportandoli di contrabbando in Cecoslovacchia, Ucraina, Lituania. Dopo l’introduzione dello Stato di guerra nel 1981 Janusz riuscì a nascondersi per quasi un anno. Fu preso a metà del 1982. Il 21 gennaio 1983 fu rapito a Varsavia dai servizi segreti, portato in un bosco e cosparso di acido (fenolo). Rimase molto gravemente ustionato.

 

Certo dell’importanza di un lavoro culturale sulla memoria, dopo il 1989 aveva continuato a fare l’editore, per poi essere nominato ministro senza portafoglio per i veterani di guerra e le persone che avevano subìto persecuzioni durante il periodo comunista. Dovevamo incontrarci a Bologna il 25 aprile in occasione delle cerimonie al cimitero polacco.



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COMMENTI
15/04/2010 - onore (Antonio Servadio)

Sia reso onore al grande popolo Polacco.