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Esteri

EMERGENCY/ I tre medici liberati rifiutano il volo di Stato. I commenti di Napolitano, Frattini e Gino Strada

Si è conclusa la disavventura dei tre medici di Emrgency italiani, arrestati in Afghanistan con l’accusa di aver preso parte ad un complotto per uccidere il governatore della regione in cui lavoravano

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Si è conclusa la disavventura dei tre medici di Emrgency italiani, arrestati in Afghanistan con l’accusa di aver preso parte ad un complotto per uccidere il governatore della regione in cui lavoravano. Sono stati liberati ieri dalle autorità afgane. E, a quanto pare, hanno rifiutato il volo di Stato, che avrebbe dovuto riportarli indietro. Lo stesso preso dal sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto per raggiungere l’Afghanistan, dove parteciperà al cambio del comando del contingente italiano. Marco Garatti, Matteo Dell'Aira e Matteo Pagani, i tre medici di Emergency, inoltre, non lasceranno il Paese oggi, pare per motivi personali e organizzativi.

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I tre medici di Emergency, che hanno trascorso la prima notte da uomini liberi a casa di amici, dopo esser stati detenuti in celle di isolamento, sono stati liberati perché «non ritenuti colpevoli», stando a quanto riferito da un comunicato della Direzione nazionale della sicurezza. I tre medici di Emergency sono stati rilasciati perché le prove a loro carico sono state ritenute insufficienti per detenerli, quindi. In ogni caso, l’inchiesta prosegue. Sarà necessario, infatti, far luce sulla presenza delle armi ritrovate nell’ospedale nel quale gli operatori di Emergency lavoravano.

«Siamo molto contenti di essere fuori, soprattutto perché sia io che i miei compagni abbiamo passato momenti terribili», ha detto uno dei tre medici di Emergency, Marco Garatti, dalla residenza dell'ambasciatore italiano a Kabul. «Siamo soprattutto contenti – ha continuato - di essere fuori con il nostro nome completamente pulito. La nostra reputazione e quella di Emergency sono intatte», ha aggiunto.

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