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TERRA SANTA/ La storia di Norma, strappata a Samar con la forza: quindici anni e una dignità violata

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Passa qualche giorno e Samar permette a Nabila di raggiungere Alì, il giovane marito, a casa sua. Non lo avesse mai fatto: il giorno dopo il direttore dei servizi sociali, che pure aveva partecipato al matrimonio, la chiama e la ricopre di contumelie al telefono.


«Non capivo perché fosse tanto arrabbiato», racconta Samar. «Continuava a ripetere che Nabila non poteva ancora convivere con Alì, perché non era stato celebrato l’ishar. Io rispondevo che non sapevo di cosa stesse parlando, che il matrimonio era già stato concluso e anche lui quel giorno era fra i presenti. Mi infamava dicendo che sono cristiana e non so nulla dell’islam: senza ishar il matrimonio non vale».


L’ishar è il corteo nuziale con cui la sposa viene condotta alla casa dello sposo. Che sia essenziale al rito matrimoniale islamico lo pensa solo il direttore dei servizi sociali di Betlemme. Ma il fatto di essere snobbato e contraddetto da una donna cristiana lo ha mandato su tutte le furie.


Per costringere Nabila a fare le cose come aveva deciso lui, non ha escogitato niente di meglio che prendere la sua sorellina, Norma, in ostaggio. Ha mandato i suoi sgherri alla casa di accoglienza di Betania e quelli hanno letteralmente strappato la ragazzina dalle braccia di Samar, trascinandola svenuta alla sede dei servizi sociali.


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COMMENTI
23/04/2010 - Norma (donatella da corte)

E' pazzesco! Cosa possiamo fare contro un abuso di tal genere? Ditecelo e ci mobiliteremo secondo le nostre possibilità! P.S.Come aveva ragione l'imperatore Michele il Paleologo citato da Benedetto XVI a Ratisbona!