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POLONIA / Le relazioni con la Russia dopo Smolensk

Con il disastro aereo di Smolensk si apre per la Polonia un difficile periodo  politico, che tuttavia offre imprevedibili sviluppi positivi nei rapporti con la Russia, a partire da una definitiva assunzione di responsabilità per l'eccidio di Katyn

katynR375_15feb09.jpg (Foto)

É difficile descrivere quello che è accaduto qui in Polonia nel periodo di tempo che ci separa dal giorno del tragico incidente aereo del 10 aprile . La sera stessa dell’incidente in cui hanno perso la vita 96 persone le Chiese di tutto il Paese si sono riempite ed è stato un moto spontaneo sorprendente per chi scrive .

Nei giorni successivi tante e tante persone , adulti, giovani e bambini provenienti anche dai più sperduti paesi della Polonia hanno preso posto nell’immensa e lunga coda davanti al Palazzo Presidenziale a Varsavia, per rendere omaggio, con attese anche di 14 ore, al loro Presidente e alle altre vittime della tragedia di Smolensk.

Tanti e tanti, che hanno poi partecipato alla cerimonia e alla Messa che si è tenuta a Varsavia in Plac Pilsudskiego, quella stessa piazza dove il 2 giugno del 1979 Papa Giovanni Paolo II pronunziò una famosa omelia che gettò scompiglio nella nomenclatura di allora, ma che oggi appare ancora più profetica: “ La Chiesa ha portato alla Polonia Cristo, cioè la chiave per la comprensione di quella grande e fondamentale realtà che è l’uomo “………”Senza di lui non è possibile capire la storia della Polonia e soprattutto la storia degli uomini che sono passati e passano per questa terra”. E poi: “ Che scenda il Tuo Spirito e rinnovi il volto della terra, …. Questa Terra!” Queste parole, non a caso ricordate durante la cerimonia dal Presidente del Parlamento Komorowski, sono state “…il punto di riferimento per la Nazione Polacca in questi anni”

In molti hanno anche preso parte ai solenni funerali del Presidente e della consorte a Cracovia, alla presenza di diversi rappresentanti di altri Stati tra cui, molto apprezzata nelle parole del cardinal Dziwisz, la partecipazione del presidente Medvedev per la vicinanza e la commozione con cui la Russia si è avvicinata al dolore del popolo polacco. Senza la chiave interpretativa del cristianesimo, non si può tuttavia comprendere a fondo ciò che è accaduto in questi giorni, questo spontaneo ma quanto mai consapevole, fiero e dignitoso moto di popolo. Un popolo come risvegliato da questo evento così drammatico , da cui è stato scosso alle fondamenta, ancora una volta nella storia, e che ha testimoniato in modo del tutto spontaneo la sua appartenenza alla Nazione polacca, che da oltre un millennio coincide con l’appartenenza al cristianesimo. Come dice ancora Papa Giovanni Paolo II: “É impossibile capire senza Cristo questa Nazione dal passato cosìsplendido e insieme così terribilmente difficile”.

Su quell’aereo vi erano molti che hanno tessuto la storia della Polonia degli ultimi 20 anni, molti che hanno partecipato alla sua liberazione dal comunismo, pagando di persona anche con la privazione della libertà personale, a partire dallo stesso Presidente Kaczynski: non poteva esserci una diversa forma di partecipazione e di rispetto che la mobilitazione spontanea, perché questo è il Dna di questa Nazione.

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