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Esteri

VIDEOGAMES/ Non lo fa giocare alla Playstation: 16enne cileno pugnala a morte il fratello di 18 anni

Una versione della PlaystationUna versione della Playstation

 

Il testimone ha aggiunto che i fratelli si sono calmati per un momento, ma poco dopo hanno ripreso la lotta in cucina. “Entrambi sono caduti – ha riferito - e Manuel ha preso il sopravvento incominciando a picchiare l’adolescente. Poi il più giovane ha afferrato un coltello da 22 centimetri che si trovava sul pavimento e lo ha conficcato nel corpo del fratello”.
Dopo la colluttazione, ha continuato l’amico, “ho provato a chiamare il 133 (il numero d’emergenza della polizia), mentre il fratello più giovane è andato a chiedere aiuto a un vicino. Ma siccome la linea era occupata, sono andato da lui e mi ha detto di chiamare l’ambulanza”. I paramedici sono arrivati poco dopo, ma Manuel Munoz era morto.
Laconico il commento rilasciato mercoledì da Valerie Michael: “Non potete immaginare cosa significhi perdere un figlio”. Il Servizio nazionale per i minori ha annunciato che presenterà una misura di protezione per tutelare il detenuto e controllare la legittimità del suo arresto.
Intervistata da “La Tercera”, uno dei quotidiani più diffusi in Cile, la madre naturale dei due fratelli, Beatriz Gonzalez, ha dichiarato: “Non riesco a capire come ciò sia potuto accadere. Da sempre hanno condiviso la PlayStation e non hanno mai litigato. Ma con questi giochi va a finire così, distorcono la mente dei ragazzi”. E ha aggiunto la donna: “Nel 1996, sono stata costretta a lasciare i miei due figli nella casa d’accoglienza del Sacro Cuore di Gesù, a Concepción, perché non avevo i soldi per mantenerli. Due mesi dopo, li ho ripresi con me. Ma non è stata l’ultima volta che ho dovuto delegarne la cura a qualcun altro. Nel 2000 la mia famiglia si è trasferita da Mulchén a Santiago, e i miei cinque figli sono stati affidati a un altro istituto, nella città di Santa Rosa”.