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IL CASO/ Per cancellare il nome di battesimo gli inglesi ricorrono agli egizi

La polizia del Kent, in Inghilterra, ha deciso che per chiedere le generalità non chiederà più il “christian name”, ovviamente per non offendere le altre religioni

Polizia_Inglese_ControlloR375.jpg (Foto)

«Christian name and surname». È questa la frase di rito che vi rivolgono i poliziotti britannici quando chiedono le generalità per identificarvi. Letteralmente, la frase significa “nome e cognome”. L’espressione “Christian name” equivale in inglese, grosso modo, al nostro “nome di battesimo”, ovvero l’appellativo che designa individualmente una persona all’interno di un nucleo familiare.

 

L’aggettivo “Christian” non è che un lontano ricordo del sacramento battesimale cristiano. È rimasto nell’uso corrente della lingua e da sempre è entrato a far parte del linguaggio burocratico, senza che ciò implichi un preciso riferimento religioso. Eppure, anche questa espressione è caduta sotto la spietata mannaia del politically correct.

 

I primi a muoversi sono stati i solerti dirigenti del corpo di polizia del Kent, i quali hanno stabilito che, d’ora in poi, i propri agenti, non potranno procedere all’individuazione di qualcuno chiedendogli il “Christian name”. Motivo? Evitare il rischio di offendere persone di altre fedi religiose.

 

In una corposa guida di 62 pagine, intitolata Faith and Culture Resource’ Guide, la direzione della polizia del Kent, tra le varie direttive, ha impartito anche quella relativa alla richiesta di generalità, prevedendo, appunto, il divieto di utilizzare l’espressione “Christian name” e la sua sostituzione con il più neutro “personal name”.

 

Un agente che da più di quindici anni lavora in quel corpo di polizia ha definito l’iniziativa «semplicemente ridicola». L’agente - che ha preferito, ovviamente, ricorrere all’anonimato - ha precisato che «l’espressione “Christian name and surname” fa da sempre parte dell’uso corrente della lingua inglese e non solo del gergo burocratico». «Quella espressione» ha aggiunto lo stesso agente «è un elemento del nostro bagaglio professionale ed è patrimonio del linguaggio comune, al punto che se oggi un poliziotto chiedesse a qualcuno il proprio “personal name and family name”, al posto del classico “Christian name and surname”, rischierebbe di ingenerare nei cittadini perplessità e confusione».

 

Contro l’innovazione semantica disposta dalla polizia del Kent è scesa in campo persino la Plain English Campaign, l’organizzazione che da più di vent’anni si batte per la tutela della lingua inglese e per l’utilizzo, anche nella comunicazione burocratica, di espressioni semplici, chiare ed efficaci, che siano più vicine possibili al linguaggio corrente utilizzato dai normali cittadini.

 

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COMMENTI
14/04/2010 - correttezza, ipocrisia o balordaggine ? (Antonio Servadio)

Spett. lettrice Ungaretti, l'Inghilterra è pensata molto più avanzata del Bel Paese per quella malattia congenita chiamata "esterofilia", una versione cronica dell'autolesionismo nazionale. Balordi siamo tutti. Ricordo, qualche decennio fa, quando l'epidemia del "politically correct" venne importata nel Bel Paese dalla sinistra iper-sindacale. Tra le prime ridicole forzature ricordo la sostituzione del termine "spazzini" con "operatori ecologici", "ciechi" con "non vedenti" etc. Spazzare le strade non è lavoro ignominioso nè disprezzabile, una mansione per nulla meno rispettabile o meno utile della casalinga, della giornalista, del dentista (proporrei "terapista dentale"). Essere ciechi non è affatto una colpa o una vergogna, non è termine denigrativo. Quanto al Regno Unito, è evidente la progressiva e metodica rimozione delle tracce di Cristianesimo. C'e' stato persino il caso di un'impiegata della British Airways ripresa per aver portato al collo un crocifisso. Per converso, si forzano -sovieticamente- i bambini a subire un tipo di educazione "sessuale" scolastica assai discutibile e la giurisprudenza si sta orientando a valutare con metri totalmente differenti i reati a seconda che ci si appelli alla tradizione locale o a quella islamica. Il futuro è alle porte.

 
09/04/2010 - Nomi di battesimo. (Carla D'Agostino Ungaretti)

E' una tristezza constatare come un popolo di così evoluta civiltà e cultura stia diventando così balordo!