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NUCLEARE/ Obama-Medvedev, l’accordo simbolo che cambia la politica Usa

Il presidente Usa Barack Obama, e quello russo, Dmitry Medvedev, hanno firmato a Praga il trattato Start 2 per la riduzione delle testate nucleari. GIANLUCA ANSALONE spiega cosa cambia ora con il documento

obama_medvedev_trattatoR375.jpg (Foto)

 

La sfida lanciata da Barack Obama al mondo è senza precedenti: favorire la completa denuclearizzazione del pianeta. Nel giro di poche settimane il presidente americano si impone come l’alfiere di questa svolta epocale, soprattutto se rapportata alla storia recente delle relazioni internazionali, che appena un ventennio fa è uscita dall’incubo dell’olocausto atomico e della mutua distruzione che per cinquant’anni, da Yalta e dalla divisione del mondo in blocchi, ha condizionato le dinamiche ed i rapporti tra Stati.

 

Esattamente un anno fa, dalla principale piazza di Praga, Obama parlava del sogno di un mondo senza armi atomiche. Ieri, sempre nella capitale ceca, l’inquilino della Casa Bianca e il suo collega russo Medvedev hanno firmato la revisione del Trattato Start, pietra miliare del processo di scongelamento tra le ex superpotenze nucleari, scaduto nel dicembre 2009 e che rappresentò il primo autentico passo nel percorso di riduzione degli armamenti atomici. Bush padre e Gorbaciov, appena quattro mesi prima della dissoluzione dell’Urss, si impegnarono a diminuire del 30 per cento i rispettivi stock di testate nucleari e a condizionare l’utilizzo dei cosiddetti vettori, ovvero sottomarini e bombardieri strategici.

 

Lo Start 2 prevede una ulteriore, significativa riduzione nel numero di testate disponibili e un processo di mutuo controllo sul disarmo. Rimarranno, in ogni caso, nella disponibilità di Usa e Russia circa 1500 missili armati: una enormità, se si pensa che il pianeta potrebbe essere totalmente cancellato dall’esplosione contemporanea di meno di una decina di bombe atomiche. Rimane comunque il dato simbolico di questo importante appuntamento. Per sgomberare il campo da qualsiasi critica, Obama ha anche voluto approvare alla vigilia del vertice di Praga la nuova Nuclear Posture Review, il documento cioè che disegna la dottrina di impiego operativo delle armi nucleari.

 

Se con George W. Bush la NPR aveva esteso il concetto della guerra preventiva anche al caso estremo della risposta atomica ad una minaccia particolarmente impellente o distruttiva, Obama ha voluto chiarire che l’armageddon sarà davvero l’ultima ratio nella strategia militare americana, impiegata comunque solo per scopi difensivi.

 

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